Torna “Interruzioni” di Camilla Ghedini (Giraldi)

Il terzo racconto di questo libro di Camilla Ghedini mi ha ricordato un significativo episodio vissuto con mia madre sul suo letto di morte. Per me è stato un esame di coscienza di figlia. Era in coma, mia madre. Quando arrivai le strinsi la mano forte e le dissi all’orecchio “sono qui, mamma”. Fece lo sforzo di dire il nome di mio fratello. Dovevo chiamarlo. Era rimasto il suo bambino. Io ero la grande di casa. Mi aveva educata a questo ruolo: diventare una donna indipendente come lei era riuscita faticosamente a diventare. Chiamando mio fratello sentii tutta la responsabilità nei suoi confronti. Anche tra mia madre e me era in corso un’interruzione.   Mina Welby

Di “Interruzioni”, scritto dalla giornalista ferrarese Camilla Ghedini, avevo parlato già con entusiasmo nel 2016 su Huffington Post, riportando un brano dal primo dei quattro racconti che lo compone. Ho accolto con molto piacere la notizia che l’editore bolognese diretto da Rosella BiancoGiraldi Editore, abbia deciso di ripubblicare quest’opera alla quale si è aggiunta una toccante introduzione di Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby. 

Mina Welby è oggi Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni e prosegue il suo  impegno sostenendo questioni come l’autodeterminazione della persona, le scelte di vita e fine vita, nonché la rilevanza di un’assistenza adeguata alla persona malata e la vita indipendente della persona disabile.

Nella mia prefazione all’opera, ho sottolineato quanto l’autrice abbia portato avanti con grazia, nei quattro contributi, argomenti significativi e dolorosi, tagliando le pagine con uno stile segmentato e con una modalità raffinata di dispiegare i vari sentimenti in gioco, sempre complessi, sempre accompagnati per mano dal uno sguardo sincero, che registra tutto.

Si tratta di storie interrotte, appunto, di emozioni sottratte, violate, non sbocciate o duramente messe alla prova, che trattano di genitorialità, famiglia, maternità e non solo. Così ha dichiarato la Ghedini:

Sono affrontati temi su cui negli ultimi anni si è aperto un infuocato dibattito tra FertilityDay, Family Day, Testamento biologico, richiesta di abolizione della legge sull’aborto. Tutti anticipatamente trattati in questo piccolo libro, uscito in una prima edizione nel 2016, a tratti spietato e tuttavia rassicurante, perché contiene quegli inconfessabili pensieri che prima o poi passano nella testa di tutti. Mio figlio, l’ho desiderato davvero? Come sarebbe la mia vita senza? Più bella o più brutta? Perché dando la vita si dà anche la morte? Perché non si può ammettere di non avere più voglia di stare qui, su questa terra? Attorno a queste domande ruota Interruzioni, oggi di straordinaria attualità. Quattro racconti costruiti con la formula del dialogo e del monologo. Il risultato è un flusso di coscienza che si manifesta sul labile confine tra desiderio e ossessione, aspettative e fissazioni, sbagli e accettazioni. In tutti c’è l’interruzione di qualcosa. In tutti ci sono coppia, intimità e società. In tutti c’è speranza.

In ciascun brano di questo libro sottile ma prezioso, essenziale ma intenso, densissimo, dove le parole si fanno carico di tutto il loro significato e scavano nell’interiorità, la voce narrante ha registrato l’interruzione di qualcosa e, pagina dopo pagina, vediamo come il nesso filiale si intersechi a quello personale e a quello parentale, quasi a tracciare un percorso unico seguendo il quale, in qualsiasi direzione ci incamminiamo, finiamo per cascare a capofitto nella storia e ritrovare noi stessi: basta un giudizio sospeso, un’aspettativa lasciata a se stessa, un abbraccio non dato, un dialogo troncato, un timore mai raccontato.

La prima edizione di questo libro è andata molto bene: siamo sicuri che anche questa seconda avventura riscuoterà successo, perché quando un libro di questo genere viene ristampato, significa che ha ancora molto da dire e che gli argomenti trattati sono di un’attualità cocente. E non è un caso che sia stato tratto uno spettacolo teatrale interpetato da Gianna Coletti.

Lunga vita a Interruzioni, allora!

                                                                                                           Marilù Oliva

 

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