Sul comodino della Rambaldi: “Palermo Connection” di Petra Reski (Fazi Editore)

Petra Reski – giornalista e scrittrice tedesca – vive a Venezia. Nota per il suo impegno contro la mafia, ha scritto diversi saggi al riguardo. Questo è il suo primo romanzo, al quale sono seguiti altri due volumi con la stessa protagonista.

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” diceva Tancredi ne Il Gattopardo.

Petra Reski vive da oltre 20 anni a Venezia e ha sempre seguito gli intrecci mafiosi scrivendo articoli di denuncia con nomi e cognomi che, in Germania, le hanno fruttato molte querele, denunce penali e minacce di morte, soprattutto dopo l’uscita del suo Santa Mafia, nel 2008.

Palermo – la bella e battagliera Serena Vitale, procuratrice antimafia italo-tedesca, conosce i rischi a cui va incontro trascinando in tribunale un famoso politico.

Un giudice è stato ucciso e con questo processo si farà terra bruciata intorno mettendosi in grave pericolo.

Da mesi è costretta a ricorrere ai sonniferi e ogni notte ripete il medesimo incubo da cui si desta urlando. Dei motociclisti senza casco, la inseguono, la superano, e si girano per spararle.

Il giudice, suo amico, è stato ucciso 57 giorni fa, tradito da un generale dei carabinieri.

Wolfgang Widukind Wieneke, il giornalista tedesco venuto per intervistarla si sistema incuriosito sui banchi della stampa, i banchi degli spettatori sono già pieni. È un processo di grande interesse mediatico.

Serena Vitale è da tutti conosciuta come La santa di ghiaccio, forse per il clima siberiano che regna in aula coi condizionatori sparati a palla, è solo aprile ma a Palermo fa già un caldo infernale.

Fa il suo ingresso il ministro accusato, Enrico Gambino coi suoi avvocati, con l’espressione dipinta in faccia di chi non ha nulla da temere. È accusato di Concorso in associazione mafiosa e complicità in attentati ed è sospettato di avere eliminato il giudice.

È il classico processo che tutti si aspettano si concluda con un’assoluzione per mancanza di prove.

Fa il suo ingresso anche il pentito mafioso Marcello Marino citato dall’accusa – Pluriomicida, analfabeta, pentito di Cosa Nostra, non ricorda nemmeno quanta gente ha giustiziato anche solo per avere mancato di rispetto a un boss o a un parente di un boss, prima di essere colpito dalla crisi mistica che l’ha trasformato in pentito. Tra i reati confessati c’è anche il rapimento del figlio di un altro pentito. L’ha convinto a seguirlo travestendosi da poliziotto, tenendolo segregato per due anni, prima di strangolarlo e scioglierlo nell’acido.

Wieneke è l’unico a distinguersi in tribunale per via della camicia scozzese a mezze maniche, tutti gli altri sono in giacca e cravatta, ha contattato Serena Vitale per puro caso, solo perché parla tedesco, e non immaginava minimamente che portasse avanti un processo tanto importante. Per di più è anche una bella donna e in Germania nessuno prenderebbe sul serio una procuratrice in gonna stretta e tacchi alti…

Il destino costringerà entrambi a indagare sugli stretti collegamenti tra politica e mafia e a rischiare la vita.

Nel leggere questo romanzo il pensiero va a Giuseppe Di Matteo rapito nel novembre del 1993, quando aveva appena 12 anni, da un gruppo di mafiosi travestiti da poliziotti. Dissero: “Agli occhi del ragazzo siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi…”.

Il ragazzo fu segregato per 25 mesi prima di essere ucciso e sciolto nell’acido.

Che l’indagine di Petra Reski sia con voi!

PaolaRambaldi.

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