Sul comodino della Rambaldi: “La diseducazione di Cameron Post” di Emily M. Danforth (Rizzoli)

Copertina di: La diseducazione di Cameron PostEmily M. Danforth – Montana – Insegna scrittura creativa al Rhode Island College – Coeditor della rivista letteraria The Cupboard – con La diseducazione di Cameron Post ha ricevuto premi e menzioni della critica, vincendo il Montana Book Award for Best Book 2012 ed entrando nella rosa dei migliori romanzi del 2012.

Estate 1989 – Nel pomeriggio in cui i suoi genitori muoiono, Cameron, rubacchia gomme da masticare in un negozio. È ospite dell’amica Irene. Fuori fa caldo, ci sono 30° ed è come stare sotto un phon. Il sottotetto è un forno e per resistere all’afa le due amiche bagnano continuamente le magliette nell’acqua fredda.

Cameron ha tredici anni, non sa baciare, e si esercita con Irene, probabilmente lasciandosi prendere un po’ la mano. Non la smettono di ridere e decidono di rubare le gomme da masticare per puro divertimento.

Poi arriva la brutta telefonata che invita i genitori di Irene a riportarla a casa immediatamente.

Nessuno le spiega il motivo, intuisce solo che dev’essere successo qualcosa di grosso, anche se non immagina cosa.

Durante il viaggio di rientro non le rivolgono nemmeno la parola e Cameron si rintana in un angolo angosciata al pensiero che si sia saputo dei baci scambiati con Irene o del furto delle gomme da masticare.

E invece no, ha solo perso entrambi i genitori e quando lo viene a sapere ne è quasi sollevata.

Fatica a rendersi conto della gravità della cosa.

Pensa solo che adesso i suoi non sapranno mai delle malefatte di cui si vergogna tanto.

La loro auto è precipitata nel lago Quake. Sono morti annegati.

Cameron assiste alle condoglianze dei parenti e affronta la perdita con distacco.

D’ora in avanti verrà affidata a zia Ruth. una rigida hostess della Winner’s Airlines che presta servizio sui Boing 757 che portano in giro i pensionati da Orlando a Las Vegas.

Ruth le regala vestiti che non metterà mai, ma racconta buffi aneddoti sui passeggeri indisciplinati.

Poi c’è la nonna che durante i funerali ripete a tutti le stesse frasi di circostanza, e le persone che piangono in ingresso chiamandola la povera bambina.

L’incidente dei genitori cambierà per sempre il suo mondo.

Da lì inizierà la nuova vita di Cameron, la ragazza senza genitori.

I bottegai del quartiere le praticheranno lo sconto-orfani e saranno quelle gentilezze a farle male per davvero.

Per sopravvivere a un lutto andremmo trattati duramente, se solo qualcuno si commuove per noi siamo finiti e partono le lacrime.

Ma Cameron prenderà mai coscienza del lutto?

Di sicuro la sua vita cambierà dopo l’incontro con la bella Coley Taylor, l’affascinante cow-girl bella come una modella che finirà inevitabilmente per metterla nei guai in un posto di mentalità ristretta come Miles City nel Montana dove l’omosessualità non è accettata.

Nonna non sembrava aver liquidato la persona alla porta. Le loro voci nell’ingresso si mescolavano a quelle della tivù – la nonna diceva “incidente”, l’agente Cagney diceva “duplice omicidio”, l’altra voce nell’ingresso diceva “lei dov’è” – e io lasciavo che si impastassero, senza tentare di distinguerle. Era più semplice fingere che venisse tutto dalla tivù. La poliziotta Cagney stava dicendo a un collega “Se il turpiloquio fosse un’arte marziale, Lacey sarebbe cintura nera”…

Originalità, freschezza e senso dell’umorismo per un bel romanzo di formazione.

Tanti premi, tutti meritatissimi.

Che la diseducazione di Emily sia con voi!

PaolaRambaldi.

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