“Il delitto di Kolymbetra” di Gaetano Savatteri (Sellerio)

Il delitto di KolymbetraRecensione di Patrizia Debicke

Secondo romanzo, senza contare i racconti, che Gaetano Savatteri (nella foto, sotto) ha dedicato a Saverio Lamanna – scrittore, giornalista da tempo in cerca di un’occupazione stabile e redditizia, che ha lavorato a Roma e si era fatto milanese di necessità, ma con il cordone ombelicale legato alla sua Sicilia, dove suo padre vive e prepara superbi e profumati manicaretti e alla vecchia casa di famiglia nel piccolo paese inventato di Màkari (vedi fantasia di Camilleri). Ancora coprotagonista e complice sarà l’impareggiabile Piccionello con il suo improbabile cognome, le perenni infradito ai piedi, che nonostante le mutande e le surreali t-shirt non è mai ridicolo o grottesco. Amico, ancora e spalla per Saverio diventa come una specie di cattiva coscienza, ma anche un’ immagine vera che ben lo riflette e lo rappresenta senza nascondersi dietro al sarcasmo, senza l’armatura indossata perché la vita non ti faccia troppo male o ti schiacci. Dopo un quasi dissacrante antipasto in squisita salsa milanese, citando Manzoni e Robecchi, Savatteri sposta il protagonista, lo scrittore, giornalista (e detective per caso) Saverio Lamanna insomma il suo “eroe”, in Sicilia, nella valle dei templi di Agrigento.

Lamanna ha avuto e accettato al volo l’incarico di scrivere per una tv locale on-line alcuni articoli/pezzi turistici e di costume sui siti siciliani dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. E Lamanna sceglierà di cominciare dalla Valle dei Templi di Agrigento, che raggiungerà in compagnia dell’inseparabile amico Peppe Piccionello, in veste di pseudo operatore ma anche incaricato di una indagine familiare. Ma la scelta fatta da Saverio Lamanna non sarà per caso. Proprio in quei giorni, infatti, Suleima, la sua fidanzata che vive e lavora a Milano, verrà in Sicilia e, ma guarda un po’, proprio ad Agrigento con il il titolare dello studio di architettura dove lavora, un accompagnatore di bella presenta… Punta di gelosia da tenere a bada? Uhm. L’aura di giornalismo offre a Lamanna e Piccionello la munifica sistemazione in un albergo super stellato nella Valle dei Templi, che ospita anche un grande convegno di archeologia internazionale in vista di un importante finanziamento mondiale per una scoperta di incommensurabile valore. C’è in ballo un ritrovamento, forse una scoperta epocale: stanno affiorando infatti da uno scavo alcune pietre che sembrano indicare la presenza dell’antico millenario Teatro greco, uno dei più grandi teatri dell’antichità. Mai scoperto, ricercato invano da secoli è un rompicapo che da sempre intriga gli archeologi di tutto il mondo.

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Purtroppo, prima della conferenza ufficiale che avrebbe dovuto aprire il convegno offrendo importanti novità sulla ubicazione del teatro nascosto, l’archeologo di fama internazionale, il professor Demetrio Alù, anche docente emerito e autorità dell’elite universitaria siciliana, viene ritrovato con la testa fracassata da una pietra proprio nel luogo preposto agli scavi, il sito di Kolymbetra. Un inspiegabile delitto per quell’ubertoso angolo di paradiso, sotto il sonnolento sguardo del Tempio della Concordia. A conti fatti toccherà a Lamanna e Piccionello risolvere questo mistero nel mistero e nell’unico modo in cui lo sanno fare: incisivo e dissacrante. Eh già, perché la faccenda si complica, la polizia nelle vesti del vice questore Randone brancola nel buio, le indagini si sdoppiano, ma alla fine il nostro Lamanna, armato di intelligenza e ironia, i “ferri” non fanno per lui, riuscirà comunque a venire a capo del rebus e a districare delitto ed estorsione di mafia e potere e, come sempre, strettamente intrecciati nella più grande isola del Mediterraneo, la Sicilia dove la Grecia classica viveva una parte della sua storia. In “Il delitto di Kolymbetra”, ritroviamo tecnica, satira e compiacimento nel citare. Savatteri ripercorre con garbato humour l’intrigante gioco del doppio che fa riflettere il personaggio nell’ autore. E, come sempre nei suoi libri, salta fuori tanta cultura, magari volutamente mascherata dai toni provocanti e distaccati delle sue parole. Ci fa tornare indietro nel tempo, al liceo, offrendoci su un piatto d’argento e con educata nonchlance: mitologia, archeologia, teatro e letteratura. “Il delitto di Kolymbetra” è un giallo indovinato che spazia e ci diverte con i suoi modi di dire e di pensare e, condividendo con arguzia idee e pensieri strettamene collegati al passato e al presente più recente, cita a pilastri e testimoni: Pirandello, Camilleri, Sciascia, Ungaretti, Foscolo, Leopardi, Carducci, Manzini, Malvaldi, Robecchi.

Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, ha pubblicato con la Sellerio: La congiura dei loquaci, Uno per tutti, Gli uomini che non si voltano, La ferita di Vishinskij, La volata di Calò e il primo romanzo con protagonista Saverio Lamanna La fabbrica delle stelle, oltre ad alcuni racconti con lo stesso giornalista detective usciti nelle antologie a tema.

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