Sul comodino della Rambaldi: “Quel che resta del peccato” di Matthias Graziani (La Corte Editore)

Cover Quel Che Resta del PeccatoMatthias Graziani – Bolzano – lavora come giornalista e insegnante di scrittura. Autore della trilogia fantasy La Stirpe del vento (Armenia) e del thriller Sottopelle, con Quel che resta del peccato torna con un romanzo ambientato a Bolzano.

È la notte del Sacro Cuore, le montagne di Bolzano si illuminano di falò, e Kurt Vinciguerra si ubriaca di whisky in una stanza che puzza di solitudine, muffa e sigarette. Sua moglie Laura lo ritiene responsabile del fallimento del loro matrimonio e cerca di annegare il senso di sconfitta nell’alcol.

È un poliziotto senza regole, mezzo italiano e mezzo tedesco, che agisce senza pensare e frequenta posti poco raccomandabili. È tornato a Bolzano da appena un giorno e desidera solo stordirsi per non pensare.

Una telefonata lo riporta al dovere.

I tre fratelli Oberosler, nel recarsi a un falò, hanno appena rinvenuto due cadaveri nel bosco. Sono i corpi lividi e denudati del cinquantacinquenne Josef e alla ventiseienne Anastasiya,

Kurt, assegnato come investigatore alla Squadra mobile della polizia locale, giunge sul posto in bermuda e infradito con la sua Vespa Speedmatic celeste. I colleghi non lo sopportano, ma si fidano della sua esperienza e gli affiancano nelle indagini la bella e sfacciata Vanessa.

Dai primi rilievi le vittime risultano essere state uccise altrove e in tempi diversi.

La ragazza – una bionda vestita di scuro che indossa un gilet da uomo degli Hell’s Angels – è stata strangolata, mentre l’uomo – nudo, a carponi e in avanzato stato di decomposizione – è stato ferocemente colpito al volto con un’arma da taglio pesante.

Ma quello che più fa inorridire sono le due teste mozzate di pastore tedesco che gli hanno accostato al collo, quasi a voler imitare Cerbero, l’infernale cane a tre teste. Senza contare le lettere ED imposte sul petto con un pennarello indelebile.

Cosa stanno a significare?

È come se il killer avesse abbozzato un messaggio che attende ancora di essere completato. La messa in scena poi fa pensare a un disegno preciso e secondo Kurt, l’assassino, non deve essere nuovo ad atti del genere ed è convinto che lo rifarà.

E il messaggio a chi è destinato?

Intano i giornali hanno già soprannominato il killer: Il pastore tedesco e sospettano in una faida tra bande di motociclisti.

Kurt si ritroverà a investigare su questo e molto altro. Verrà malmenato, e si risveglierà in una vasca da bagno con una ferita chirurgica alla schiena, mentre Bolzano sarà travolta da una guerra tra bande di motociclisti, un biker resterà ucciso, i compagni cercheranno vendetta, e il pastore tedesco colpirà di nuovo…

C’è sempre qualcosa di stregato e malvagio in una scena del crimine.

Tutto quello che ti sta attorno, lentamente, viene contagiato.

Un poliziotto irriverente, ironico e scorretto come Schiavone per un thriller incalzante che non vi lascerà indifferenti.

Che i falò del Sacro Cuore siano con voi!

PaolaRambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “Quel che resta del peccato” di Matthias Graziani (La Corte Editore)

  1. patrizia debicke ha detto:

    🙂

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