“La foresta assassina” di Sara Blædel (Fazi)

Risultati immagini per "La foresta assassina" di Sara Blædel (Fazi)Recensione di Piera Carroli

Sara Blædel, Dødesporet. 2013

La foresta assassina. Roma: Fazi Editore, 2018. Trad. Alessandro Storti

Sara Blaedel è una delle più famose scrittrici di crime danese. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue. Autrice decisamente prolifica, si è subito affermata in tutta la Scandinavia, Europa, e in tutto il mondo con i suoi avvincenti ed inquietanti thriller. A portarla in Italia è stata la Fazi Editore con la Collana Darkside che ha pubblicato Mai più libera, nel 2012; e in seguito Le bambine dimenticate nel 2017. Protagonista di vari libri di Blaedel, è l’amata detective Louise Rick che vedremo a breve sugli schermi. La Bron Studios difatti ha acquisito i diritti tv per l’intera serie con la detective. 

«Una grande scrittrice capace di guardare con occhio limpido

nei lati più oscuri del cuore umano».
The Guardian

Amata da pubblico e critica, Blaedel, nel nuovo testo La foresta assassina, ha abilmente assemblato diversi generi: thriller, mistero, suspense, giallo.

All’inizio magari ci si chiede se non si tratti di un nuovo ‘uomini che odiano le donne alla Nesbo’. Gli orrendi, violenti e pericolosi riti di iniziazione primordiali a cui viene sottoposto il quindicenne Sune dagli uomini del posto, incluso il padre, appartenenti a una setta ‘religiosa’ che idolatra antiche divinità norvegesi. Il ragazzo, pur essendo cresciuto nella piccola comunità neopagana scandinava, non condivide le credenze ataviche degli altri uomini perciò fugge nella foresta sconvolto dalla paura. Anche qui le indagini sono affidate alla detective Louise Rick, tornata al lavoro dopo una lunga assenza forzata. A Louise e Eik, il suo partner nel caso, pare molto strano che la famiglia del giovane scomparso, soprattutto il padre, sembra addirittura sollevati dal fatto che il figlio non si trovi. Un altro personaggio importante soprattutto per la trama del testo è Camilla Lind, giornalista freelance (p. 36), probabilmente alter ego dell’autore che ha lavorato per molti anni come giornalista e redattrice prima di iniziare a scrivere romanzi. Il caso si complica riportando alla luce vecchi delitti irrisolti, e corre verso conclusioni che forse vi faranno soffocare le lacrime \ o con le lacrime.

La scrittrice è bravissima nel far emergere dall’intreccio, ambientato soprattutto nella foresta – luogo occulto ed esoterico par excellence per le dinamiche dei passaggi – le informazioni determinanti, nel far combaciare i tasselli del mistero. Riesce a creare una trama che bilancia sia i piani dell’indagine sia quelli della vita privata del passato della detective e degli altri personaggi.

Infine, vorrei dedicare questa recensione soprattutto a tutti coloro che hanno nostalgia dei vecchi riti pagani, o se ne appropriano per soddisfare le loro tendenze sadiche – in Scandinavia e nel resto del mondo. La violenza, la depravazione, l’abuso non si maschera dietro nulla!

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