Sul comodino della Rambaldi: “I boschi del tempo” di Cristina Orlandi (Damster)

Cristina Orlandi ha pubblicato decine di racconti in varie antologie come Nessuna Più, Donne che fecero l’impresa, Bologna meravigliosa, Brividi a cena in Appennino, Brividi a cena in Valmarecchia e Brividi a cena in territorio Pratese. Ha curato l’antologia Bolognesi per sempre ed è responsabile editoriale della collana R come Romance delle Edizioni del Loggione.

Non dico quello che sento per te. Non te lo dico, perché tanto lo sai. Poi, magari per te è troppo, o ti suona come qualcosa di esagerato, e quindi non ti fa piacere sentirtelo dire. Ma nel caso lo volessi, ecco, sono io che non riesco a dirlo. Ho paura a dire qualcosa di così grande. Però, ecco, anche se non lo dico, io sento quella roba lì. Quella cosa che sai”.

Margherita avrebbe voluto mandare i suoi saluti a Riccardo sulle montagne. Un posto dove non si può capitare per caso, un posto dove bisogna andarci apposta. Quella settimana ci sarebbe stata la festa del Patrono e sarebbe stata una buona occasione per tornarci, per rivederlo.

Ma temeva di non essere gradita, di risultare insistente.

Riccardo per lei era tutto, e Margherita cos’era per lui?

Avrebbero mai potuto amarsi senza intrappolarsi a vicenda?

Certo non l’avrebbe mai saputo senza incontrarlo e in quei giorni non riesce a pensare ad altro.

Riccardo da qualche anno vive a Brento sull’Appennino bolognese ed è un pittore appassionato di storia locale. È simpatico e socievole e vedendolo nessuno direbbe che ami a tal punto la solitudine.

Eppure in quei boschi non si sente mai solo.

Dipinge paesaggi e soggetti legati alla vita di tutti i giorni. Vive per dipingere.

Per lui non è stato un sacrificio abbandonare agi, città, cinema, amici e ritrovi.

Il primo supermercato dista 20 chilometri da casa sua.

Pensa a Margherita, ed è certo che una relazione in un posto del genere naufragherebbe rapidamente. Sa dell’amore che lei prova per lui, ma per lui l’amore per l’Appennino vince su tutto.

In quei boschi ha l’impressione di risentire ancora le voci dei partigiani.

Per Riccardo quelli sono i boschi del tempo.

Ha perfino l’impressione di riascoltare la voce dell’ultimo parroco della chiesa, i cui ruderi sono ormai ricoperti di erbacce e cespugli.

Ripensa all’ultima volta che li ha visitati con Margherita che lo seguiva nel bosco senza paure.

Avrebbero mai potuto condividere quella solitudine senza litigi, malumori e mugugni?

È certo che le cose non funzionerebbero. Qualcosa lo frena, ma cosa?

Il legame coi boschi è talmente forte da fargli mettere in dubbio il rapporto con Margherita.

Scrive Cristina: Tendo ad avere con me borse abbondanti, perché per me il bagaglio è la proiezione della casa, elemento molto forte che identifica il cuore.

Che la storia di Riccardo e Margherita sia voi!

PaolaRambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “I boschi del tempo” di Cristina Orlandi (Damster)

  1. patrizia debicke ha detto:

    ok

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