“La donna dei mirtilli” di Susanne Jansson (Rizzoli)

Risultati immagini per la donna dei mirtilliRecensione di Piera Carroli

Susanne Jansson, Offermossen (Ahlander Agency, 2017). Trad. di Margherita Podestà Heir

LA PALUDE HA FAME DI NUOVE VITTIME (Quarta di copertina)

Mossmarken, il paesino in cui è ambientato il romanzo di Jansson si trova nelle remote zone umide nel nord della Svezia. Il villaggio è situato ai margini degli acquitrini, dove, durante l’Età del Ferro, venivano compiuti sacrifici agli dei, anche umani. La biologa Nathalie arriva nel paese per studiare le torbiere. Poco dopo il suo arrivo, trova un uomo svenuto nella palude, con le tasche piene d’oro – proprio come accadeva negli antichi sacrifici umani. Una fossa viene scavata nel fango, che svanisce un giorno dopo. E mentre la polizia investiga, diversi corpi iniziano a emergere.

Maya Linde, artista e fotografa della polizia, che in seguito condurrà la polizia a rasentare la verità, diventa con Nathalie, protagonista del romanzo.

“Cose brutte accadono a Mossmarken … e ora che Nathalie è tornata a casa, sembra che stia succedendo di nuovo. Un romanzo di suspense scuro e brillante da una nuova fantastica voce nella letteratura internazionale.”

Nathalie ha un segreto, Mossmarken era una volta la sua casa, un luogo in cui accadevano cose terribili. Alla fine è tornata, determinata a confrontarsi con il suo trauma infantile e scoprire la verità. La biologa non è affatto convinta che il fango stia invocando sacrifici come sostengono i paesani, né che i morti siano vittime di forze metafisiche. E neanche Maya Linde. Entrambe pensano che invece si tratti di un male troppo umano.

Maya Linde aka Susanne Jansson?

Come l’autore, il personaggio fotografa il paesaggio ai raggi X

Susanne Jansson è nata nel 1972 a Åmål, in Svezia. Più tardi si è trasferita a Gothenburg per lavorare nella pubblicità e poi a New York per studiare fotografia. Dopo essere tornata in Svezia, ha lavorato come fotografa freelance mentre studiava giornalismo e negli ultimi vent’anni ha unito il suo lavoro di fotografa come giornalista freelance concentrandosi su reportage e storie di profilo in settori come l’arte e la cultura. Ha anche scritto racconti di criminalità per riviste settimanali. Vive con la sua famiglia a Lerum fuori Goteborg. La donna dei mirtilli rossi è il suo romanzo d’esordio e ha venduto in venticinque territori in tutto il mondo.

Il romanzo ha riscosso un enorme successo, grazie anche alla sua struttura che, come molte serie noir inizia con un brevissimo e adombrante prologo che prologo non è perché siamo alla fine, nel buio. Poi torniamo a 3 settimane prima.

Senz’altro si tratta di un testo che tratta di temi importanti, l’amicizia adolescenziale e il tradimento, il dolore indistruttibile che può causare la mancanza di consapevolezza della fragilità altrui:

She takes like a woman

She makes love just like a woman

She aches just like a woman

But she breaks just like a little girl

E dopo, anche se si dice, “Non ho mai voluto ferirti” (p. 243), purtroppo il danno è indelebile.

Un’altra caratteristica del romanzo è la musica rock degli anni ’60 e ’70.

Nonostante le lodi, mi ha lasciata leggermente perplessa, forse devo rileggerlo… attendo i vostri commenti!

“Una sensazione internazionale, è un racconto oscuro delle storie che ci diciamo di sopravvivere e delle terribili conseguenze che possono avere.”

 

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