“Fate il vostro gioco” di Antonio Manzini, Sellerio

Risultati immagini per "Fate il vostro gioco" di Antonio Manzini, Sellerio coverRecensione di Patrizia Debicke 

Bentornato Rocco Schiavone, sia in libreria che sugli schermi italiani di RAI 2. Ma ora lasciamo stare la televisione e invece pensiamo al libro. In Fate il vostro gioco, con l’autunno che incombe gelando le ossa e la caldaia del termosifone che non vuol proprio funzionare, Rocco Schiavone il nostro vice questore romano, duro, scettico e menefreghista, trasferito ad Aosta (o in punizione, fate un po’ voi), da tempo è rientrato dal viaggio a Roma. Vivacchia, ha lavoricchiato di malumore, continuando ad annegare i cattivi pensieri, per essersi fatto incastrare dal vice ispettore Caterina Rispoli, in insoddisfacenti rapporti carnali. L’ultimo a casa sua, a pagamento, e la mattina dopo si è cacciato prima delle otto davanti alla scrivania con fuori un cielo biancastro con nuvole pesanti che nascondono sole e montagne.

E dopo avere sbrigato la solite incombenze di rito, a parte la misteriosa sparizione di alcune cose lamentata del questore che non ci dorme (una Manolunga tra loro?), un’occhiata annoiata attraverso la finestra ha cominciato a sciorinargli lo spettacolo dei primi fiocchi di neve che svolazzano in aria e vanno a incollarsi sul marciapiede. “Porca troia” pensa Schiavone, ma non basta, perché tre colpi alla porta gli segnalano l’arrivo di Italo Pierron e, con lui, l’annuncio di un omicidio avvenuto in un appartamento di Saint Vincent.

Il morto, Romano Favre, è stato ritrovato dai vicini di casa, una bella palazzina residenziale, immerso in un lago di sangue e con in mano un gettone del Casinò di san Remo (che vorrà mai dire?). Il tutto perché Pallina, il suo gatto, miagolava e la porta finestra dell’appartamento che affacciava sul giardino era aperta. Facendo avanti e indietro per i poco più di venti chilometri di autostrada tra Aosta e Saint-Vincent, Rocco Schiavone dovrà darsi molto da fare per scoprire chi può avere ucciso Favre, ex ispettore di gioco e cercare di risolvere una brutta storia collegata a ludopatia, imbrogli e riciclo di denaro sporco e che gira intorno proprio al Casinò di Saint Vincent. Senza contare le contraddizioni di uno Stato che tiene in piedi una elefantiaca struttura ormai in deficit da anni e, privo di scrupoli, specula in ogni modo sulla rovina di tante famiglie, corrotte dal demone del gioco d’azzardo. Indagine difficile, complicata da veri inghippi che costringono Schiavoni a impegnarsi di persona. E a rivelare le sue doti nascoste: sensibilità, comprensione e generosità. Indagine insomma che finirà con coinvolgere anche il suo rapporto semipaterno, fatto di affetto e di presenza ma anche di giusti rimproveri, con l’adolescente vicino di casa, Gabriele, senza contare che nelle pieghe della storia dovrà incontrare la madre, Cecilia, donna debole, insicura e incoerente. Ma ciò nonostante Schiavone non dimentica il passato e prova a riaggiustare i rapporti con gli amici romani: anche se Sebastiano è bloccato ai domiciliari, e Furio e Brizio gli parlano appena. Bisogna trovare il modo di scovare l’assassino però poi, se qualcosa non torna fino in fondo, deve darsi una mossa, andare avanti e indagare ancora. Certo tutto è diventato più difficile perché da lontano grava l’ombra di Enzo Baiocchi, diventato un pentito della polizia e le domande a cui Schiavone dovrebbe ancora fornire una risposta sono tante. Prima di tutte cosa sta facendo Caterina? Per chi lavorava? Stop! Basta con la trama perché sennò poi dite che spoilero. Ma in tutto questo, nel bene e nel male, Rocco Schiavone forse comincia a rendersi conto che la sua vita sta cambiando, deve cambiare, in un certo senso è già cambiata. Certo a Roma ha lasciato il passato, i tempi buoni? Sicuramente tanti bei ricordi, la giovinezza, gli amici ma anche un conto in sospeso. Però ora basta con Roma? Certo la decisione di vendere la casa di sua moglie Marina e sua, dice molto.

Ormai è a Aosta e là deve vivere e affrontare una nuova vita? Passa e va il fantasma di Marina, ma istintivamente sono subentrati nuovi affetti: Gabriele, il ragazzo vicino di casa, il suo “amore ”Lupa, la sua. come dichiara: Saint-Rehémy- en Ardennes (razza sopraffina, sapete, io le Ardenne le conosco bene). E poi c’è il questore Costa, i compagni di squadra, il quanto lui disincantato medico legale toscano Alberto Fumagalli, l’intrigante figura di Michela, l’analista della scena del crimine e torica dei complotti, la psicanalista quasi nana Tombolotti, Italo Pierron da rimettere alla svelta in carreggiata, i due “Investigatori” Deruta e D’Intino, ecc. eccetera… Trama e tanti personaggi azzeccati, profondità, malinconia e umorismo quanto bastano. Tutti ingredienti che fanno girare un libro e lo fanno bello. Avevo definito Pulvis et Umbra il 7° canto, con Fate il vostro gioco saremmo all’8°.

E allora per il 9° appuntamento al 2019?

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Una risposta a “Fate il vostro gioco” di Antonio Manzini, Sellerio

  1. Antonio De Simone ha detto:

    Lo sto leggendo in questo momento, è veramente bello! 😃 Saluti! Antonio

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