RubriCate: I GIORNI DELLA FOLLIA di Javier Castillo (HarperCollins)

Vi sono romanzi che viaggiano sulle ali del sogno e dell’entusiasmo e “I giorni della follia”, di Javier Castillo, HarperCollins, fa parte di questa fortunata schiera. Per una volta vorrei iniziare a recensire dai ringraziamenti dell’autore, perché sono emblematici della storia del libro. Javier Castillo (nella foto, sotto) è un consulente finanziario che ha scritto questo thriller d’esordio con lo smartphone, nei suoi spostamenti da pendolare. La notte ne leggeva dei brani all’amata moglie Verónica, per testarne l’efficacia e la vis narrativa. Una scena che rammenta altre conversazioni notturne, a proposito di libri, quelle tra Neil Gaiman e la moglie Amanda Palmer.

Quando l’arte si sposa con l’amore, il risultato è sempre incantevole. Successivamente, il thriller fu autopubblicato su Amazon, il primo passo di un’ascesa editoriale che lo ha visto approdare ad HarperCollins e a un grande successo. Una fiaba, quasi, ma soprattutto un decollo motivato da una trama originalissima orchestrata come un carillon narrativo unico nel suo genere.

“I giorni della follia” è un romanzo a intarsio, a partire dalla collocazione degli eventi da cui si dipanano, come da tre spole, i tre rispettivi filati della storia. In questo saltabeccare da un tempo all’altro, Javier Castillo mette a fuoco le remote vicende che travolgono una famigliola apparentemente felice in una cittadina chiamata Salt Lake, descrive gli antefatti di due misteriosi omicidi a ridosso del Natale del 2013, e prospetta lo scioglimento dell’intreccio nei giorni immediatamente successivi al Natale dello stesso anno. Uno scioglimento tutt’altro che prevedibile. Colpisce la consequenzialità degli eventi, incastrati ritmicamente tra loro, come tasselli, dapprima in un contesto rarefatto e diluito e, a mano a mano che si procede nella lettura, serrato e implacabile. La vicenda si apre con un incipit spiazzante, un giovane nudo, dagli sfavillanti occhi celesti, coperto di sangue, come abbacinato dalla follia, cammina nelle vie del centro di Boston tenendo in mano la testa mozzata di una giovane donna. È la Vigilia di Natale e le forze dell’ordine intervengono per arrestare il probabile killer, ribattezzato “Il decapitatore” dalla stampa. Nessuno sa chi sia, e neppure il dottor Jesse Jenkins, direttore del Centro Psichiatrico in cui il detenuto viene rinchiuso perché se ne tracci un profilo psicologico e si provi a interrogarlo, riesce in un primo momento a estorcergli nulla. Il giovane sorride e non parla. Finché non irrompe sulla scena la giovane ed esperta profiler dell’FBI, Stella Hayden. Da quel momento, tra la poliziotta e il “decapitatore”, ha luogo una conversazione che si tramuterà, nel giro di una notte, in un’alleanza ad alto rischio. Attorno alla stanza in cui ha luogo il colloquio, accadono, a ritmo incalzante, eventi la cui matrice pare scaturire dal soprannaturale. Neppure le mura del centro psichiatrico saranno inespugnabili dall’orrore, e il ricevimento di un pacco dall’agghiacciante contenuto metterà a dura prova l’equilibrio mentale del dottor Jenkins. Il binomio tematico attorno al quale, mirabilmente e con rimandi alle atmosfere del grande Steven King, si avviticchia la complessa trama, pare essere l’azione amnestica del Fato e la forza salvifica dell’amore adolescente. Può l’amore essere dimenticato? Può attraversare le mareggiate del tempo e vincere contro l’oscura forza del destino a tratti diabolico? Si chiede Castillo.

Un romanzo adrenalinico e ipnotico, che tiene inchiodati alle pagine e si fa leggere vellicando la curiosità del lettore, via via più invischiato. Una prosa fresca, appassionata, mai ridondante, costantemente volta a descrivere, oltre che le vicende, i sentimenti e le conflittualità di personaggi che appaiono, di capitolo in capitolo, sempre diversi (talvolta ai loro stessi occhi) da come erano sembrati.

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