Debra Jo Immergut, La prigioniera (Corbaccio)

Risultati immagini per Debra Jo Immergut, La prigionieraRecensione di Piera Carroli

Debra Jo Immergut, The Captives (DJ Immergut, New York: Harper Collins, 2018)

La prigioniera (Garzanti, Corbaccio 2018) Trad. di Valeria Galassi

Eccovi il “nuovo bestseller GRIP LIT dell’autunno 2018”, uscito ancor prima dell’edit finale. Una trama e un passato che si disvelano lentamente, e vi tengono on tenterhooks, in italiano sui carboni ardenti, sulle spine, alla lettera: con la pelle tesa da ganci.

È “un libro che scotta per la sua originalità, per il suo sguardo nell’animo umano. Per la capacità che l’autrice ha di metterci di fronte a uno specchio” ci previene Cecilia Perucci, coraggiosa Direttore editoriale della Casa Editrice Corbaccio.

Il titolo inglese cattura il concetto metaforico della prigione, di ciò che rende ci tiene vincolati al passato e può condurre all’autodistruzione, forse alla salvezza. Tutti. Perché siamo tutti un groviglio di bene e di male.

“Non so come sei arrivata qui

Ma adesso che ti ho ritrovata

Sei diventata la mia ossessione”

Il caso porta uno psicologo di 32 anni, Frank, a ritrovare, in carcere, la ragazza di cui era infatuato al liceo, Miranda. Lui la riconosce subito, lei, no… almeno così pare.

A loro modo, entrambi tentano di riscattarsi, alternandosi nella narrazione. La tensione ci tiene incollati alla pagina, mentre le percezioni e ossessioni dei due ‘captives’ fanno oscillare il nostro punto di vista e dubitare di ciò che riteniamo sia l’amore, il bene e il male.

The Guardian l’ha definito un esordio esplosivo, e lo è, senza ombra di dubbio.

Debra Jo Immergut alterna il suo lavoro di giornalista e redattrice con l’insegnamento della scrittura creativa in biblioteche, basi militari, e prigioni. E non sorprende, vista la conoscenza del contesto che emerge dalle sue descrizioni della prigione, ma anche lo scavo psicologico del sentirsi prede di noi stessi, incatenati al concatenarsi degli eventi passati. Cosa resta allora, se non l’utopia della salvezza?

E lasciate perdere chi l’ha paragonato a Orange is the new black e Gone (L’amore bugiardo), questo è un romanzo universale con personaggi, sentimenti, eventi universale come dice Frank all’inizio (p. 9). E la fortuna, come il futuro, una dea bendata.

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Una risposta a Debra Jo Immergut, La prigioniera (Corbaccio)

  1. patrizia debicke ha detto:

    interessante

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