Sul comodino della Rambaldi: “Le dodici vite di Samuel Hawley” di Hannah Tinti (Edizioni Nutrimenti)

DodiciViteHannah Tinti (nella foto, sotto), Boston, 1972, ha pubblicato: Il buon ladro con Einaudi e la raccolta di racconti Animal Crackers. Le dodici vite di Samuel Hawley è già stato opzionato per la televisione.

Louise, detta Loo, ha solo 12 anni quando il padre, Sam Hawley, le insegna a sparare.

L’uomo ha un passato da criminale e una cassa di armi che smonta, pulisce e rimonta tutti i giorni. Ogni volta raccoglie un pugno di proiettili e la fa sparare contro un albero con bersagli via via sempre più piccoli. A suo tempo aveva insegnato a sparare anche a sua madre Lily.

Di lei, Loo, conserva solo pochi oggetti e qualche foto ingiallita che porta sempre con sé nei continui spostamenti da una città all’altra. La morte della madre è avvolta dal mistero, ma il suo ricordo è sempre vivo. Quando Loo fa la cosa giusta il padre la premia con un: “Proprio come tua madre!” e quando sbaglia dice: “Tua madre non sarebbe contenta!”.

A causa del tumultuoso passato, Hawley, costringe Loo a fermarsi per non più di sei mesi o un anno nello stesso posto, spostandosi di motel in motel con poche cose e comprando ogni volta abiti nuovi. Ma stavolta ha deciso di concludere la sua fuga a Olympus nel Massachussetts, nella città natale di Lily sull’Atlantico.

Risultati immagini per hannah tinti authorFinalmente potranno concedersi una casa vera e dei vicini. Finalmente potranno ambire a una vita normale. Compra una bici, iscrive la figlia al Liceo e si rifornisce di attrezzature da pesca, ma il suo tormentato passato torna prepotentemente a farsi vivo.

La gente rifiuta di comprare il suo pescato e i ragazzi a scuola rendono la vita impossibile a Loo, emarginandola. Tutti le danno addosso giocando scherzi via via sempre più crudeli e Loo non reagisce fino a quando non rischia di morire, e sarà proprio il pericolo a scuoterla e a spingerla a ribellarsi.

Spezza un dito al suo aguzzino. Nasconde una pietra in un calzino nello zaino, indossa stivali con punte di ferro e anelli dai bordi taglienti. Si nasconde nel bagno dei maschi e con la pietra rompe il naso ai primi due ragazzi che entrano. Naturalmente vengono tutti convocati dal preside coi genitori e Sam la rimprovera di essersi fatta beccare.

Poi c’è la storia dei famosi dodici fori di proiettile. Ognuno legato a un avvenimento della vita di Sam, a un posto visitato, a un errore commesso, a un amore perduto…

Per trovare il suo posto sarà di nuovo costretto a incontrare un altro proiettile?

E cosa sarà successo di così grave da compromettere le loro vite per sempre?

Di sicuro d’ora in avanti, se vorrà salvaguardare la vita di Loo, dovrà imparare a salvaguardare anche la propria.

Dodici pallottole per conoscere la sua storia. Ogni proiettile un capitolo.

Ma il trhriller Le dodici vite di Samuel Hawley è soprattutto un romanzo di formazione. Una storia che scivola via veloce senza un attimo di stanca, che Hannah Tinti rende come un film, di cui vorremo presto conoscere il finale. Non a caso è già stato opzionato per essere tradotto in immagini.

Buona lettura!

Che la riscossa di Sam e Loo sia con voi!

PaolaRambaldi

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