“Una casa troppo tranquilla” di Jane Shemilt (Newton Compton)

undefinedRecensione di Patrizia Debicke

Da Jane Shemilt autrice del bestseller Una famiglia troppo perfetta arriva in libreria Una casa troppo tranquilla una storia drammatica, un’approfondita e agghiacciante analisi psicologica di un matrimonio crudelmente bruciato dall’ambizione e dalla vendetta. Beth una bella e volitiva infermiera specializzata, con troppe ingiustizie e brutte delusioni da dimenticare incontra a una festa dedicata ai componenti dell’ospedale, Albie, un giovane determinato e preparato ricercatore e chirurgo scozzese che la bravura e l’appoggio del primario sembrano destinare a una folgorante ascesa. Questo incontro, che sfocerà prima in una relazione e poi in un matrimonio, le concederà la possibilità di un nuovo inizio e di dare una svolta alla sua vita, ripartendo da zero e lasciandosi il passato alle spalle.

Ora Beth ha il suo nuovo marito; un giovane neurochirurgo ambizioso e di talento, una vita da ricostruire o meglio da inventare da capo, e un luminoso futuro davanti a sé. Innamorati, ben assortiti, insomma una coppia perfetta. Anche Albie, suo marito sembra che stia passando un buon momento: il suo maestro, Ted, l’uomo che con pragmatismo, autorità, capacità e indiscusso fascino controlla tutto l’organico dell’ospedale, gli ha fatto sperare di fare di lui il suo “erede”. Ma quello che purtroppo Albie non sa, o che purtroppo la sua cieca e ingenua ambizione gli impedisce di vedere, è che qualcosa sta per frantumarsi nella sua vita che credeva perfetta. E all’orizzonte si intravedono già i lampi che annunciano l’arrivo di una spaventosa tempesta, pronta a scoppiare. Il loro matrimonio è veramente perfetto? Sì certo ha dato a Beth quella sicurezza che lei sognava, ma c’è un brutto ma… Suo marito, Albie non ha idea dei segreti che lei gli nasconde. Non sa che anni prima Beth ha avuto una lunga relazione con Ted, il primario, il capo di Albie. Né che la triste e devastante conclusione di quella relazione porterà a terribili conseguenze nel loro futuro. E, quando il generoso mecenatismo di Ted comincia a scemare, lasciando spazio alla prepotenza e alla sopraffazione che feriscono professionalmente e psicologicamente Albie e Beth sente che tutto ciò che hanno costruito potrebbe crollare, vede un’opportunità e la suggerisce al marito per soddisfare le sue ambizioni e il suo ossessivo desiderio di vendetta. Ma riuscirà Beth a continuare atenere al sicuro il suo matrimonio e il suo segreto? E se no dove li porterà la loro fatale disgrazia? Albie e Beth sono due coprotagonisti forti e fragili allo stesso tempo, fortemente caratterizzati e che vivono la loro vita quasi come una continua rivalsa sul fato. Albie soprattutto che, per farsi strada arriva persino a non valutare alcune spaventose conseguenze dei suoi atti. Le loro storie vissute passate e attuali appassionano e intrigano, quella di Beth più in particolare con le diverse sfaccettature della sua personalità e quel grano di lucida follia che si chiariscono durante la narrazione. Ma la volontà di vendetta, il tormento, la perdita e l’invidia li spingono talmente oltre ogni da distruggere ogni possibilità di poter cambiare o ricostruire la loro vita. Tra i personaggi secondari voglio citare la sofferta discesa agli inferi di Ted, quando il suo impero e il suo ego crollano intorno a lui. E soprattutto l’inquietante presenza delle animaliste, le sorelle! Le Streghe? Alcuni critici anglosassoni hanno confrontato Una casa troppo tranquilla con il Macbeth la grande tragedia di William Shakespeare. E sicuramente nell’immaginario angosciato di Albie le sorelle animaliste che confabulano tra loro richiamano le streghe che continuano a perseguitare Macbeth. L’altro possente rimando al teatro è creato dall’autrice, che ha diviso la stesura del suo romanzo in quattro diversi atti. Il primo atto / sezione del libro infatti imposta la scena e introduce i personaggi, mentre i successivi si concentrano maggiormente sulla trama e sul suo svolgimento, dando la sensazione di stare seduti nelle file di un teatro ad assistere a uno spettacolo. Test su animali e dettagli chirurgici grafici sono alcune delle cose più inquietanti riportati tra le pagine e alcune descrizioni di interventi in sala operatoria non sono certo per stomaci deboli, potrebbero turbare alcuni lettori. Ma sono dettagli scientifici che non mi hanno impedito di leggere, ricordando che l’autrice di professione è un neurochirurgo. Romanzo crudo, molto drammatico senza intenti consolatori e molto diverso da un thriller abituale.

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