Le spose sepolte di Marilù Oliva [Recensione]

Grazie di cuore al Salotto Irriverente per questa bellissima recensione!

Il Salotto Irriverente

Ho “conosciuto” Marilù Oliva qualche anno fa in seguito a un episodio che fece parecchio scalpore. Il direttore di una nota libreria bolognese, durante un’intervista, si fece scappare la frase: “Confesso, leggo pochi libri scritti da donne”. La risposta fu immediata e in tanti manifestarono il loro dissenso, fra questi Marilù, che scrisse nel suo blog- il libro guerriero-una lettera aperta.

Avevo letto della vicenda per puro caso e approfondendo finii nel blog su citato, scoprendo che avevo a che fare con una scrittrice. Da allora mi sono sempre ripromessa di leggere qualcosa di suo. Finalmente sono riuscita a onorare questa mia promessa con Le spose sepolte.

Di seguito la recensione.
Buona Lettura!
🙂

Autrice: Marilù Oliva
Titolo: Le spose sepolte
Casa editrice: HarperCollins Italia (1 marzo 2018)
Numero Pagine: 380
Prezzo Listino: 17€
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3 risposte a Le spose sepolte di Marilù Oliva [Recensione]

  1. patrizia debicke ha detto:

    Super

  2. Ivana Daccò ha detto:

    Mentre metto in nota Marilù Oliva tra le scrittrici da leggere (mi ci vorrà un po’, temo di avere una lista di desideri un po’ sovradimensionata, ma prima o poi ci arriverò), ho ovviamente letto la querelle con il capocommesso (chiamarlo direttore non mi pare il caso) della Feltrinelli di Bologna.
    Dibattito interessante; confesso che mi ci stavo appassionando, da donna e da lettrice che non sceglie di accostare un libro in base al genere del suo autore: ma anche, sì, una certa qual attenzione alla scrittura femminile, che ovviamente non discrimina la scrittura maschile, ammetto di coltivarla.
    Poi mi sono accorta che, in effetti, non mi ci appassionavo poi più di tanto. Salvo trarne una squalifica che già in parte coltivo nei confronti delle librerie di catena (ma ne frequento, sulla base del fatto di trovarvi, comunque, ottimi e competenti libraie e librai) e che, inevitabilmente, non colpirà, per me, la libreria Feltrinelli di Bologna (una grande storia alle spalle, va detto) ma, temo, le librerie Feltrinelli, tout court.
    Per il resto, perdere tempo con un uomo che non sa, con ogni evidenza, di essere molto qualunque, tristemente comune, e gravemente incolto per il ruolo che ricopre, non mi pare il caso.
    Credo vada deluso, ignorandolo (e punendolo con la perdita di molti clienti – spero non solo donne).

    • Libroguerriero ha detto:

      Grazie, Ivana, per il tuo contributo, molto interessante. Dissento solo sull’ultimo punto: credo che sia importante far sentire il nostro dissenso, quando accadono queste cose. Tieni anche conto che molte volte ce ne stiamo in silenzio, per una serie di motivi disparati. Ma quando le dichiarazioni si fanno pubbliche e giungono da chi dovrebbe detenere un ruolo anche culturale significativo, allora è importante protestare, perché non farlo equivarrebbe a lasciar correre. La mia, poi, non è stata una campagna contro il direttore: piuttosto contro una certa mentalità di cui lui, probabilmente, ha risentito o di cui è stato cmque portavoce. Ciao!

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