“Io so chi sei” di Paola Barbato (Piemme)

Risultati immagini per “Io so chi sei” di Paola Barbato (Piemme)Recensione di Claudio Guerra

Quando sullo schermo di quel cellulare che Lena tiene in mano compare la scritta “Io so chi sei” noi ancora non sappiamo chi lei sia. Ma neppure lei lo sa, perché non sa come siano fallaci molte delle cose che è convinta di sapere, di se stessa e di chi le sta attorno.

In primo luogo il suo fidanzato, Saverio. Lei lo sapeva morto, affogato in Arno, una notte di quasi due anni prima. Il corpo non era stato ritrovato e l’unica testimonianza al riguardo era quella di una telecamera di sorveglianza che lo aveva ripreso a camminare sul parapetto di un ponte. Poi era scomparso dall’inquadratura e dalla sua vita e da quella di tutti coloro i quali lo conoscevano. Però il cellulare che ha in mano, che qualcuno ha infilato nella sua buca delle lettere, sembra proprio essere il suo. Anche i messaggi che improvvisamente cominciano ad arrivare sembrano provenire da lui. Cose che solo lui poteva sapere o che poteva dire.

Non è così, invece. Dietro a tutto questo pare esserci qualcuno che ha tenuto in vita il suo ragazzo per tutti questi mesi e che, per continuare a farlo, comincerà a chiederle cose, a chiederle quanto è disposta a scendere in basso.

In secondo luogo gli amici. Non solo i suoi, però, che farebbe fatica a contarli sulla dita di una mano. Quelli che aveva invece acquisito quando aveva abdicato al suo retaggio di bella e brava ragazza di buona famiglia. Lo aveva fatto per approdare nel mondo di confine dove si muoveva il suo grande amore. Una realtà di attivisti, animalisti, writers e droghe, leggere e non. Aveva anche sacrificato la sua meravigliosa chioma, ora incistata in una selva di imbarazzanti dreadlocks. Tanto che deve tenerli occultati quando vuole mantenere il tono che il lavoro impone, dietro il bancone della reception di un albergo per turisti a Firenze.

Dovrà scegliere fra di loro, uno alla volta, questo le impone chi ha in mano Saverio. Quali sono i cattivi amici che è disposta a sacrificare perché il suo uomo viva. Quanto è disposta a stravolgere la sua natura, a divenire cattiva e abbietta nel fare loro del male. Qualcuno potrebbe morire. Qualcuno morirà.

Questo di Paola Barbato è un thriller dai tempi lunghi, ma senza tempi morti. Una lunga discesa agli inferi scaglionata in intensi spasmi, posti a settimane, mesi, gli uni dagli altri. Uno di quelli che al momento di imboccare la discesa finale ti fa fermare un attimo a riprendere il respiro, a rallentare la tachicardia, e poi giù, verso la conclusione. Qualunque essa sia. Posto che sia realmente la fine e non l’inizio di qualcosa d’altro, totalmente inaspettato.

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