FANCY RED di Caterina Bonvicini (Mondadori)

Risultati immagini per FANCY RED di Caterina BonviciniRecensione di Silvia Di Giacomo

Caterina Bonvicini ha scritto un romanzo che attraversa i generi, tocca la narrativa, sfiora la storia, parla di vendetta e di passioni forti, a volte mortali. Sullo sfondo corre il filo rosso del noir e del mistero.

Il romanzo si apre in Grecia, in una stanza d’albergo. Filippo si sveglia accanto al corpo senza vita della moglie e a una ragazza disperata.
L’uomo non ricorda né la notte di passione, di cui vi sono tutti gli indizi, né come sia stata uccisa Ludò, la moglie.

Esiste davvero la possibilità che sia stato lui, come la sconosciuta sostiene?

Non può crederlo, ma nemmeno negarlo. Così si sbarazza del corpo esanime di Ludò e spera di potersi reinventare una nuova vita. Rientra a Milano e riprende il proprio lavoro, tra incubi, ricordi e paure.

Le pietre preziose sono la passione di Filippo, gemmologo per Sotheby’s. Le ama, le conosce, sa valutarne il valore, la qualità e l’origine. Però non desidera possederle, o meglio ha sempre pensato di non desiderarle. Finché non ha conosciuto Ludò, e il rarissimo diamante rosso che la donna portava incastonato in un piercing al naso.

La sua ossessione per quella gemma dalla qualità più rara al mondo – quella rossa- ed esemplare della specie mineralogica più preziosa – il diamante – è potente, pericolosa, assoluta.
I diamanti fancy red devono la propria colorazione a variazioni della struttura reticolare e la loro composizione chimica è pura. Il diamante di Ludò è anche privo di inclusioni. Si tratta di una pietra perfetta. Una purezza e una perfezione che sono mancate a lui e alla moglie e di cui difetta il genere umano.
Ludò era irrequieta, impegnata in una continua ricerca della felicità, di nuove emozioni e di esperienze sessuali non convenzionali. Insaziabile e imprevedibile aveva una sola sicurezza: lo amava. Ma quell’amore non era stato sufficiente a placare la sua instabilità.

Una rivelazione inaspettata proverà a Filippo che la moglie cercava sé stessa e un equilibrio tra ciò che era stata da bambina e ciò che era divenuta da adulta.

Il corpo di Ludò avrebbe dovuto portare in fondo al mare il fancy red. Ma un giorno il diamante riappare e il mistero della morte della moglie invoca verità.

Il preziosissimo fancy red è a tutti gli effetti uno dei protagonisti di questo denso romanzo e le storie di Filippo, di Ludò e della giovane sconosciuta presente in albergo sono legate al suo distino. Ma è la storia stessa dell’uomo che si intreccia da sempre con quella dei diamanti.
C’è chi li porta al dito e chi lavora in miniera. La distanza tra questi destini è pari a quella che i diamanti percorrono in verticale per raggiungere la superficie.

L’autrice gioca sapientemente con lo spazio-tempo e con la scrittura epistolare, e come ci racconta della vita, del passato, delle ferite, delle musiche, degli odori e dei colori di Lisbona, Cuba, dell’Argentina e delle Fiandre, così ci dipinge un affresco crudele e verosimile della Sarajevo sotto assedio.
Ci offre una descrizione appassionata della forza di chi è costretto a sopravvivere, a curare i propri figli senza avere più nulla, a convivere con la paura, le bombe, i cecchini. Di chi crede nella forza della dignità e della cultura.
In una delle immagini che più ho amato Caterina Bonvicini ci mostra la vita che non si arrende, neanche quando si offre al sacrificio.
Ci racconta di alcuni ragazzi che, nonostante i cecchini, indossano gli sci e si lanciano in una discesa libera al centro della città assediata; come in Benvenuti a Sarajevo – il film del 1997 di Michael Nicholson- un giovane musicista decide di suonare il suo violoncello sulla collina più alta.
Sullo sfondo bianco della neve o nella parte più alta ed esposta di un colle è la voglia di vivere che esplode e la dignità umana che non accetta di abbrutirsi.

Un romanzo da leggere, arricchito da una narrazione che trasporta con sé il lettore, come camminasse sulla scivolosa curvatura di un mappamondo. Il viaggio diventa ricerca di una stabilità impossibile, fuga dai ricordi, bisogno di equilibrio personale, affettivo e sentimentale.

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