L’oro dei Medici di Patrizia Debicke van der Noot (TEA)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Recensione di Raffaella Tamba

Dalle sue origini fiorentine, Patrizia Debicke van der Noot trae spunto per una storia che si svolge in uno fra i più complessi contesti della storia moderna: i conflitti di religione intrecciati ai complotti politici del quadro europeo della fine del XVI secolo visti dall’interno di una delle famiglie più potenti dell’epoca, quella dei Medici.

Profonda conoscitrice del genere del romanzo storico, l’autrice rivela uno stile molto particolare che rende la sua prosa nuova, fresca, molto eloquente: non prescinendo da corretti riferimenti ad eventi e personaggi storici, né trascurando la cura di dettagli relativi all’ambiente e alla quotidianità del tempo, utilizza un registro narrativo che ricalca l’asciuttezza e la scorrevolezza della fiaba arricchendola dell’incisività e degli effetti scenici del thriller. Il risultato è un romanzo fortemente evocativo e travolgente. I personaggi sono principi e principesse come nelle fiabe, ma molti di loro sono figure storiche e quindi vincolate a precise esigenze di aderenza alla realtà. Questo li rende credibili oltre che affascinanti. Analogamente, il complotto politico-economico che fa scoccare la scintilla del thriller chiama in causa le grandi potenze dell’epoca, la cattolicissima Spagna di Filippo II, la Francia divisa tra cattolici e ugonotti e l’Inghilterra che trama discreta e sicura. Nello stesso tempo, queste grandi potenze agiscono sulla scena dell’invenzione letteraria attraverso personaggi riconducibili ai classici antagonisti del genere fiabesco: foschi, viscidi, traditori. Coerente con questa sfumatura che la ricollega ad una tradizione narrativa orale (come quella della fiaba o quella delle chansons de geste) è l’originale prosa della scrittrice: breve, semplice, assolutamente lineare. Colpisce l’uso minimo delle subordinate (più che altro relative e dichiarative) e l’assoluta prevalenza di principali, coordinate, o semplici nomi e complementi che rendono la narrazione ed i dialoghi vivaci e penetranti.

Il libro si apre sulla figura dell’eroe principale, Giovanni de’ Medici, comandante della flotta e dell’artiglieria granducale, figlio naturale di Cosimo I e da lui legittimato sebbene sia stato il suo fratellastro, Ferdinando I, a diventare granduca di Toscana. Giovanni è un personaggio di grande potenza rappresentativa: è l’eroe puro, virtuoso, coraggioso, affascinante, che sa fare dei sentimenti un tesoro prezioso da non sbandierare sfacciatamente, ma da custodire e alimentare per le persone più meritevoli. Egli si colloca al centro di relazioni di stima, rispetto, amicizia ed amore che formano l’ordito dell’intreccio narrativo. Oltre all’augusta coppia costituita da Ferdinando e dalla moglie Cristina di Lorena, a fianco di Giovanni si pone un’altra coppia di grande spessore umano, questa frutto di invenzione letteraria, sir Robert Brume, ingegnere, navigatore e consulente navale del granduca e la bella moglie Aubrey. Il fulcro dell’intreccio è un’oscura trama politico-economica tessuta da un lato dal degenere, spietato e sconsiderato Pietro de’ Medici, il figlio minore di Cosimo I, dall’altro dal governatore di Catalogna.

Fin dalle prime pagine aleggia il sentore di una minaccia sulla famiglia de’ Medici e a poco a poco, attraverso lo svolgersi degli eventi e l’esecuzione di indagini mirate, si delinea la cornice del complotto, la quale, tuttavia, pur restingendosi sempre più concentricamente nell’identificazione di tempi e luoghi programmati per l’esecuzione del colpo, non riesce a mettere a fuoco il pericolo più spaventoso, l’identità di un traditore a corte.

La trama avvince con potenza, la rapidità delle immagini, l’immediatezza dei dialoghi, la voluttà delle scene, non lasciano tregua e trascinano il lettore all’interno della storia quasi immedesimandolo in essa. Il senso di suspense e l’incalzare degli eventi sempre più rapido, senza che si perda mai uno sguardo, una parola, un gesto che abbiano significato e portanza o per lo svolgimento della trama o per la connotazione psicologica dei personaggi, sono davvero sorprendenti. L’insieme è arricchito da continui riferimenti ad arredi, suppellettili d’udo quotidiano, abiti, acconciature, che l’autrice sa dipingere con la stessa asciuttezza e precisione di lessico con la quale svolge la trama.

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