La storia dell’amore di Nicole Krauss (Guanda 2005)

Risultati immagini per La storia dell'amore di Nicole Krauss (Guanda 2005)Recensione di Piera Carroli

Un caso letterario ebraico americano

La storia dell’amore (Guanda 2005) The History of Love di Nicole Krauss

Traduzione di Federica Oddera.

Nicole Krauss, vincitrice del Best American Short Stories 2008, and The New Yorker (“The Young Painters”, June 2010) e finalista al National Book Award in Fiction nel 2010 con The Great House \ La grande casa , ha raggiunto la fama mondiale con The History of Love \ La storia dell’amore, descritto come uno dei romanzi più amati del decennio. Di famiglia ebraica, madre inglese e padre americano cresciuto in Israele, Nicole Krauss ebbe nonni materni nati in Germania e in Ucraina e nonni paterni nati in Ungheria e Bielorussia. Molti di questi luoghi sono al centro dei suoi romanzi.

The history of love è stato adattato, con lo stesso titolo, dal regista Mihăileanu in lingua inglese e, al contrario del libro, si apre in Polonia.

Si tratta di una storia complessa che non si presta a brevi riassunti. L’impalcatura del testo è composta di lettere, diari, e un libro ritrovato. Insomma ci troviamo di fronte a un romanzo (la storia dell’amore di Leo per Alma) dentro il romanzo e a una storia che si sposta avanti e indietro nel tempo e, contemporaneamente, da un continente all’altro.

Definito un ‘whodunnit” (The Independent, UK), il romanzo è ambientato tra New York dove abita ora l’ebreo polacco Leo Gursky ormai anziano e i paesi dell’infanzia e dell’adolescenza. Nessuno è riuscito a far rientrare in un genere solo questo romanzo, il chi è il colpevole si snoda su diversi piani e coinvolge soprattutto la storia del libro. Che è poi un pretesto intelligente per raccontare tante storie che sarebbero sprofondate nell’0blio. La scrittora salva queste memorie sommerse e le ricompone come sempre sono le memorie – confuse, senza nessun ordine cronologico, intrecciate al presente, a chi c’è ancora e anche a chi è scomparso.

Da giovane, in Polonia, Leo Gursky si era innamorato di una donna che si chiamava Alma, che poi aveva sposato un altro uomo. Leo ha dedicato la vita intera alla loro storia d’amore adolescenziale, rinunciando a crearsi una famiglia sua, cosa che non rimpiange affatto. I personaggi di Krauss non si lamentano mai. La sua è stata descritta come un’abilità unica di descrivere un tipo di umiltà che il lettore tollera e apprezza – devo ammettere che invece mi ha irritato a volte lo stoicismo dei personaggi, nonostante ne capissi i motivi. I personaggi di Krauss non riescono mai ad ottenere ciò che desiderano, sono esseri abbandonati, incompresi o dimenticati. Non sono però vittime, lo sono state in passato, forse per questo accettano ciò che passa il convento con una pacata, bizzarra dissacrante auto / ironia. Il romanzo è un tenero tributo alla sopravvivenza, al valore umano di chi apprezza le piccole cose della quotidianità dopo aver attraversato l’inferno. Con una prosa perfetta in inglese, e ottima nella traduzione italiana, Krauss, seppur giovane, riesce a descrivere la fragilità degli anziani e le battaglie quotidiane con una sorprendente sensibilità. Non per niente il libro è dedicato ai nonni.

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