Sul comodino della Rambaldi: “La teoria di Camila” di Gabriella Genisi (Giulio Perrone Editore)

Risultati immagini per "La teoria di Camila" di Gabriella GenisiGabriella Genisi ha ideato il personaggio del Commissario Lolita Lobosco pubblicando sette romanzi con Sonzogno/Marsilio: La circonferenza delle arance, Giallo ciliegia, Uva noir, Gioco pericoloso, Spaghetti all’assassina, Mare nero, e Dopo tanta nebbia. I suoi libri sono tradotti in molti paesi e di recente Luca Zingaretti ha opzionato i diritti televisivi del suo Commissario Lolita.

Marco, ingegnere, 49 anni, apprende del lutto un venerdì sera di fine giugno, dopo la partita di calcetto, la solita che gioca da più di 30 anni con gli amici di sempre. Calciare un pallone continua a dargli la gradevole sensazione di essersi fermato agli anni ’80, consentendogli di ignorare rughe, stempiature, e pancetta.

Il cellulare segnala diversi SMS ricevuti da Camila, la giovane badante ucraina che da tre anni accudisce suo padre, e ripetono le stesse tre parole: “Professore no più.”

Marco ha: una moglie, un ex moglie, due figli, un amante, e diverse amiche per evasioni a macchia di leopardo. Un mutuo della casa da pagare, una barca in società con un paio di amici, un lavoro che non ama, e una sorella che vive in Australia che non vede mai. Tanta roba adulta che non è mai bastata a farlo diventare grande per davvero, ed è stato sufficiente un SMS per rendersene conto.

Alla notizia piange nella doccia, evita gli amici negli spogliatoi, e telefona alla moglie dicendo che non rientrerà per via del padre che sta male, che baci i bambini per lui e che si risentiranno domattina. Il padre è morto da più di un’ora e non ha ancora il coraggio di dirlo a nessuno, preferisce prendersi una notte per pensare. Non sa nemmeno dove andare.

Vaga per Roma in auto, dà buca all’amante, spegne il telefono, pensa ai figli Giorgio e Lulù che dormono, a tutti gli adempimenti burocratici che gli pioveranno addosso da domani, e alla madre ormai rimbambita ricoverata in una struttura dall’altro capo della città.

Accende la radio e canta in coro con Pino Daniele “Tu dimmi quando quando…”.

Acquista un pacchetto di sigarette, anche se ha smesso di fumare, ne fuma una e regala il resto a un senegalese, che ringrazia chiedendo se sia il suo compleanno. “No, è appena morto mio padre”.

Quando arriva a casa del genitore, la badante è seduta in cucina con la TV accesa a tutto volume, batte i denti e beve una camomilla bollente nonostante il caldo. Anche lei si sente perduta come lui.

Da quando l’ictus aveva tolto a suo padre l’uso corretto della parola e della parte destra dipendeva da lei come un neonato. Da allora l’ucraina ha rivoluzionato la casa sistemandola a suo piacimento, riunito i letti, marcando il territorio come una gatta. Un giorno Marco li ha perfino trovati a letto insieme e ci è rimasto male. Da allora si è distaccato dal genitore e ha diradato le visite.

Adesso Camila ha di nuovo separato i letti e rimesso la casa come un tempo.

Esiste un tempo variabile per diventare adulti, sicuramente succede quando muore un genitore che tu abbia cinque o cinquant’anni.  E sarà proprio Camila ad aiutare Marco in questo difficile passaggio e a spingerlo a cambiare.

La teoria di Camila è un bel libro che parte dall’elaborazione di un lutto, e Gabriella Genisi si riconferma brava anche al di fuori delle indagini del suo Commissario Lolita.

Che la teoria di Gabriella Genisi sia con voi!

PaolaRambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: “La teoria di Camila” di Gabriella Genisi (Giulio Perrone Editore)

  1. patrizia debicke ha detto:

    🙂

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