Sul comodino della Rambaldi: Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato (SEM Libri)

Risultati immagini per Non sarò mai la brava moglie di nessuno di Nadia Busato (SEM Libri)Nadia Busato collabora con Grazia e il Corriere della Sera, scrive per teatro, radio, cinema e televisione e ha esordito come autrice col romanzo “Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell’happy hour” (Mondadori Editore).

Il primo maggio doveva essere la giornata di Evelyn Francis McHale perché, senza averne mai sentito parlare, dopo aver visto per la prima volta in internet la foto del suo bellissimo cadavere, sprofondato nel tettuccio di una Cadillac, apro il libro “Non sarò mai la brava moglie di nessuno” di Nadia Busato e rivedo la stessa foto sul retro di copertina.

Dopo anni di ricerche e interviste Nadia Busato ha riportato in un libro l’inconsueta storia di Evelyne McHale.

Una mattina del 1° maggio 1947 una giovane impiegata sale sulla terrazza panoramica all’86° piano dell’Empire State Building e si lancia nel vuoto. Dalla sua costruzione, il grattacielo, ha totalizzato solo 36 suicidi (contro i 360 della Torre Eiffel), di cui 17 dalla terrazza panoramica dell’86° piano.

Nata il 20 settembre del 1923, Evelyn, è la sesta di sette figli. Quando lascia la famiglia prende il diploma e presta servizio nelle Women’s Army Corps a Jefferson in Missouri. Dopo il congedo, brucia la divisa e si trasferisce a New York, dove trova lavoro come contabile alla Kitab Engraving Company di Manhattan nel distretto finanziario.

Il 30 aprile 1947 festeggia il compleanno del fidanzato Barry Rhodes, si sono conosciuti a un matrimonio un anno prima e a giugno si sposeranno.

Il primo maggio lui l’accompagna alla stazione del treno alle 7 e si baciano, e lei sembra felice e serena come ogni promessa sposa.

Poi Evelyn affitta una stanza e compra un biglietto per salire all’86° dell’Empire State Building, scavalca il parapetto, e si lancia nel vuoto, atterrando di schianto su una Cadillac delle Nazioni Unite.

Il diplomatico che la guidava era appena sceso per comprare delle medicine.

La foto del suo cadavere, miracolosamente intatto e bellissimo, scattata da un giovane aspirante fotografo, diventa una delle più celebri e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine.

Al momento del volo di Evelyn, l’agente Morrissey, stava dirigendo il traffico e contenne a stento da solo la curiosità della gente. Le persone che si trovavano sul posto erano tutte sotto shock.

Prima di gettarsi nel vuoto Evelyn lascia questo biglietto:

Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo. Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno. Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre.”

La sorella maggiore, che farà il riconoscimento, esaudirà i suoi desideri e la farà cremare, tant’è che di Evelyn Francis McHale non esiste più nulla, nemmeno una lapide, se non la sua ultima foto da morta.

Che la storia di Evelyn sia con voi!

Paola Rambaldi

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