Sul comodino della Rambaldi: Leandra, storia di una vita di Leandra Pavore’ (BookSprint)

Risultati immagini per Leandra, storia di una vita di Leandra PavorèLeandra Arnaldo Pavore’ è nata in Brasile e vive in Italia da molti anni. Imprenditrice, scrive per passione ed esordisce con questo romanzo autobiografico.

Non è vero che ci si abitua a tutto e il tempo non cancella ogni cosa.

Le ferite di una violenza subita restano.

La vita di Leandra alla ricerca della felicità è una storia autobiografica raccontata su due piani temporali: la sua vita da ragazza in Brasile e quella in Italia da Manager di successo.

È la storia di una donna che ripercorre il passato per definire il futuro, e di una vita pagata di tasca propria fatta di esperienze forti come: una violenza sessuale, il tradimento del marito, e le ristrettezze economiche.

Leandra si esprime in bergamasco con accento brasiliano ed è una donna che ha ripreso a vivere e ha trovato la sua rivincita. La sua storia vuole essere un messaggio di speranza.

È fuggita dal Brasile per raggiungere l’Europa e si è trovata a lottare da sola con tre figli.

È autunno. Leandra, sola in ufficio, si toglie le scarpe come faceva da bambina e si sofferma a guardare le foto dei tre figli ormai cresciuti, due femmine e un maschio: Alex, Samantha e Denise.

In quelle foto è triste, ma il peggio è passato.

Altre fotografie rievocano la sua infanzia e la voglia di vivere di quando da ragazzina si veste e si trucca per uscire di nascosto dalla famiglia religiosissima e poco permissiva, e di quando sta per sposare Josè, ma all’ultimo momento si sottrae al matrimonio perché non ne è innamorata. E di quando se ne va di casa e suo fratello la convince a tornare, e dei primi impieghi da commessa e della violenza subita dal titolare del negozio per cui lavora.

Poi il tentativo di avvelenarsi, la conseguente lunga degenza in ospedale, la depressione, il trasferimento a Rio e infine la scelta di seguire un’amica, che sta per sposarsi in Italia, dove conoscerà Mirco…

Dopo le nozze la vita ricominciò con il solito, pesantissimo, tran tran. Una fede al dito non cambiava la quotidianità, ma a Leandra quell’anello dava una forza diversa: le sembrava di indossare, in modo tangibile, l’impegno importante che Mirco aveva preso: occuparsi di lei e dei loro figli. Purtroppo non ci mise molto a comprendere di essere un’inguaribile illusa. Mirco l’aveva sposata per darle il contentino di una giornata speciale, non per cambiare il suo atteggiamento verso la famiglia. Li aveva legati a sé, ma era lui che non si era legato a loro…”

Che la grinta di Leandra sia con voi!

Paola Rambaldi

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