Sul comodino della Rambaldi: “Zanzibar è una bugia” di Margherita Marvasi (Giraldi Editore)

Margherita Marvasi, nata a Bologna nel  1970, è laureata in Scienze Politiche e ha lavorato come giornalista per il Gruppo Espresso. Nel 2005 si trasferisce a Zanzibar dove crea il fashion brand MAGÒ.

Oggi vive tra Bologna, Berlino, Zanzibar e Asia. “Zanzibar è una bugia” è il suo primo libro.

Zanzibar è un arcipelago: due isole tropicali al largo della Tanzania, nell’Africa orientale. Unguja, la più estesa, prende il nome di Zanzibar, profuma di spezie, ed è meta di viaggiatori di ogni tipo, mentre Pemba, a nord-est, meno sviluppata turisticamente, è verdissima e selvaggia.

Nel canale che le divide, Ernest Hemingway amava cacciare i Marlin, ancora oggi numerosi.

Sei gradi sotto l’equatore, fa quasi sempre caldo, a maggio piove, alle sette di sera è buio, i monsoni soffiano sei mesi da nord e sei da sud e quando è inverno, da giugno a ottobre, si dorme con la copertina.

Zanzibar è il pezzetto di terra che più si avvicina al paradiso.

L’autrice ha vissuto per dieci anni in una grande casa dal tetto di foglie di palma intrecciate, affacciata su una spiaggia bianca come borotalco, seguendo l’uomo di cui è innamorata che ha costruito un Boutique Hotel, mentre lei, con l’aiuto di alcuni sarti locali, ha creato un prestigioso brand di abiti, presente nelle migliori boutique italiane, che incrocia i tessuti africani ai tagli europei.

Margherita ha amato, sperato, riso, perduto e pianto.

Ha danzato sotto le stelle cercando di comprendere un’umanità diversa dalla sua, imparando a parlare kiswahili e a intromettersi nelle chiacchiere delle donne e nei giochi dei bambini all’ombra delle loro case di corallo, e ha scoperto il gusto delle spezie. Si è sottratta al modo di vivere europeo per immergersi in una cartolina tropicale pagandone il prezzo.

Perché si è fermata a Zanzibar?

Perché la Tanzania insegna che il tempo non ha valore e a essere umili, grati di tutto e a non prendersi mai troppo sul serio.

Perché i locali sono sempre sorridenti e tutti ti salutano.

Perché ovunque posi gli occhi tutto è esagerato.

Perché con le piogge le strade diventano fiumi e bisogna togliersi in fretta le scarpe, alzare le gonne, e correre, ma la pioggia non è mai fredda.

Perché quando un dolore colpisce qualcuno vicino, ci si siede tutti insieme per pregare, cantare e condividere le lacrime.

Perché a Zanzibar mancano così tante cose che si è incoraggiati a costruire e crearne di nuove.

Perché Zanzibar è una continua contraddizione che ti fa riporre speranze nei posti sbagliati, ma che ti dà anche speranza e gioia.

Con questo libro l’autrice mette a nudo una vita apparentemente perfetta e lo straniamento verso una realtà a cui non apparterrà mai del tutto. La realtà degli espatriati respinti che non vediamo mai dietro le immagini da cartolina.

Colpita dall’evoluzione della storia di Margherita sono stata spinta a cercare immagini dell’autrice e dei luoghi in internet. Apprendere poi da chi arrivano le peggiori fregature all’estero non ha prezzo.

Che il mal d’Africa sia con voi!                                                Paola Rambaldi

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