L’UOMO CHE DORME di Corrado De Rosa (Rizzoli)

Recensione di Romano De Marco

Generalmente, da lettore, mi aspetto che certi taciti accordi, implicitamente siglati tra chi scrive e chi legge, vengano rispettati, pur pretendendo che l’autore si sforzi per inserire nelle sue opere elementi di novità, di originalità e quel tocco personale riconoscibile che faccia la differenza. Il romanzo di Corrado De Rosa ha minato ogni mia certezza in questo senso e mi ha piacevolmente spiazzato. Vero è che l’editore Rizzoli non è caduto nell’errore di etichettarlo in copertina come “Thriller” o “Noir” ma semplicemente come “Romanzo”. Ottima anche la scelta del titolo che non richiama a “notti oscure”, al “male” o al “buio”, come usa in questi ultimi tempi. Certo, l’inserimento nella nuova collana editoriale (caratterizzata da una gradevolissima veste grafica) che include nomi come de Giovanni, Pandiani, Morchio lasciava intendere un prodotto più di genere. E invece niente, questo è semplicemente un bellissimo romanzo. È il romanzo di Antonio Costanza, un quarantenne indolente nella vita e nei sentimenti, un uomo che preferisce passare inosservato piuttosto che gettarsi nella mischia, che ritiene il dormire la sua attività prediletta e che pur coltivando degli interessi (come il calcio, il cinema, le donne) non se ne rende mai schiavo o succube, preferendo mantenere il controllo di se stesso e una posizione defilata rispetto alle cose della vita.

Che poi, incidentalmente, Antonio Costanza sia anche uno psichiatra consulente del tribunale per i crimini violenti, è un altro discorso. La sua professione lo porta a incrociare la strada con soggetti del tipo disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Ed ecco, allora, che Antonio sarà chiamato a stabilire se l’autore di due orrendi delitti ai danni da altrettante anziane prostitute fosse, al momento degli omicidi, in possesso delle proprie facoltà mentali o meno. Ma neanche una attività tanto complessa e drammatica riesce davvero a scardinarlo dai binari inamovibili della sua placida quotidianità. Ci riesce, piuttosto (forse) il fatto che la sua ex moglie, dalla quale è separato da tre anni, sembra aver trovato un nuovo compagno. Sullo sfondo inedito di una Salerno allo stesso tempo viva e sonnecchiante, con una straordinaria galleria di personaggi di contorno tutti magistralmente caratterizzati senza mai scadere nell’ombra di uno stereotipo, il romanzo fila via che è una delizia. Affascina, intriga, diverte, fa riflettere. E ti fa anche dimenticare, a tratti, che della storia facciano parte i due efferati omicidi delle anziane prostitute. La scrittura è sicura, gradevole, assolutamente priva di luoghi comuni, perfettamente funzionale al tono della storia. Detection quasi del tutto assente, azione manco a parlarne, sorprese o espedienti pirotecnici nella trama neanche l’ombra. Eppure, fidatevi, da questo romanzo non riuscirete a staccare gli occhi e alla fine Antonio Costanza e gli altri protagonisti vi mancheranno. Spererete, come me, che Corrado De Rosa si sbrighi a scriverne subito un altro. Sperando che non ci dorma sopra, come è solito fare il suo personaggio.

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4 risposte a L’UOMO CHE DORME di Corrado De Rosa (Rizzoli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    OK

  2. andrea ha detto:

    Come si fa a sostenere che “l’editore Rizzoli non è caduto nell’errore di etichettare” il romanzo di De Rosa? E’ uscito nella collana “Nero”! E lo si legge distintamente in copertina…

  3. Romano De Marco ha detto:

    Il romanzo nero è qualcosa di diverso dal Thriller. E’ un romanzo che pur raccontando una storia che ha a che fare con criminali e morti violente, (o reati di altro genere) può fare a meno della classica intelaiatura di genere fatta di detection, false piste, indizi, sorpresa finale… Insomma, può trascurare le famose venti regole di Van Dine e dedicarsi ad altro, come raccontare la società, il momento storico e culturale, o scandagliare le profondità dell’animo umano. E questo, a Corrado De Rosa, riesce benissimo…

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