“La pattinatrice sul mare” di Paolo Foschi (Giulio Perrone Editore)

Recensione di Claudio Guerra

Il volume arriva nelle librerie l’8 febbraio 2018. Il 9 febbraio c’è l’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Seul. Questi due fatti accostati parrebbero configurare una natura di instant book che porterebbero a far cercare, inutilmente, sul calendario degli eventi quelli dove gareggia Claudine Russo, campionessa di pattinaggio sul ghiaccio nonché modella. Lasciando da parte i dubbi eventualmente evocati dal non aver mai sentito parlare prima di un reality che l’avesse vista protagonista, ambientato su una piattaforma petrolifera. Trascurando pure che non abbiate mai neppure avuto modo di interessarvi delle operazioni di un gruppo di sagaci ambientalisti, definiti però eco-terroristi dai detrattori, che si fregiano del vessillo delle Balenottere d’Assalto. Magari sono due argomenti ai quali non siete sensibili.

Invece così non è. Si tratta infatti dell’ennesima avventura del commissario Igor Attila e della sua eterogenea squadra, intrepidi cavalieri della Tavola Ikea, specializzata in crimini sportivi. Quella che altri avevano avuto modo di vedere all’opera in “Delitto alle Olimpiadi” (2012), “Il castigo di Attila” (2012), “Il killer delle maratone” (2013), “Vendetta ai mondiali (2014) e “Omicidio al Giro” (2015).

Se, come me, non ne avevate mai sentito parlare, non potete fare altro che dolervi con voi stessi e cercare di emendarvi. Difficilmente vi capiterà di farvi coinvolgere in una storia in cui ironia e trama si intrecciano con altrettanta misura.

Per la prima volta, dai tempi in cui avevo ancora da leggermi tutta la Christie, ho provato altrettanto piacere nell’essere depistato. Non sto parlando di elementi risolutivi nascosti con l’uso degli specchi, anzi, la trama gialla è piuttosto lineare e funzionale ai personaggi e alle situazioni. Mi riferisco proprio all’abilità di dirti qualcosa nel preciso modo per fartene capire un’altra. Tanto che poi, tornando indietro a controllare, devi convenire che non ti aveva detto nulla di più di quello che avresti dovuto capire. O quasi.

Un po’ di questo piacere degli equivoci mi viene, lo devo e posso confessare, tanto non è spoiler, dal non aver saputo a priori che il nostro commissario, pur nella sua palese normalità, è anche un gay dichiarato. Così è passato in secondo piano il fatto che Igor chiama Titta la sua dolce metà, nonostante mi ricordassi del “Mastro Titta” del Rugantino, così come non mi è suonato nessun campanello alla notizia che per ampliare la loro famiglia i due erano ricorsi ad un utero in affitto in Canada. Mi bastava l’aver saputo che di un botto la famiglia si arricchita di tre pargoletti, troppa grazia, e della loro madre biologica, che non si era rassegnata a restare il termine di una sineddoche e li aveva seguiti a Roma, installandosi a casa loro onde scongiurare le minacciate azioni legali.

Ritornando alla storia, il commissario Attila è obbligato a recarsi, assieme alla sua collega, collaboratrice e nemesi, Chiara Merlo, sulla piattaforma petrolifera nel Canale di Sicilia dove una compagnia russa sta investendo nel ritorno pubblicitario di un reality totalmente incentrato sull’osservazione 24/24 della vita di una pattinatrice di notevole bellezza che si sta allenando per le imminenti Olimpiadi Invernali. A motivare il loro intervento, e quello di un ulteriore collega specialista di crimini nella moda, perché la Russo oltre ad averci il physique du rôle è anche modella, ci sono le minacce alla vita della protagonista ricevute anonimamente. I sospetti però si sono già puntati sugli ambientalisti dei Balenotteri d’Assalto che hanno messo le attività della compagnia russa al centro delle loro attenzioni.

Alla notizia che il leader degli ambientalisti è un certo Mandolino, suo amante fedifrago di gioventù, il commissario aveva avuto un mancamento, ma si era guardato bene dal dichiarare il suo conflitto di interessi. Cosa che contribuirà a complicare ulteriormente le cose alla squadra, isolata in alto mare, sulla piattaforma sottoposta ad attacchi informatici e alle eclatanti incursioni degli “eco-terroristi”. Ci metteranno del loro anche gli uomini dal grilletto facile che già sarebbero presenti in loco a garantire la sicurezza degli impianti: l’imprescindibile security e una squadra aggiuntiva di mercenari russi.

Come ne verrà fuori il nostro Attila ? Ne verrà fuori, come è nelle corde e nel destino di una narrazione tanto briosa, ma lascio ovviamente al lettore che avesse il desiderio di divertirsi l’incarico di scoprirlo. Riuscirà la bella Claudine Russo ad arrivare a Seul per concorrere per il suo oro? Parlo di oro perché, se avete seguito le olimpiadi invernali, quelle vere, già lo sapete che le atlete italiane non meritano di meno.

 

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Una risposta a “La pattinatrice sul mare” di Paolo Foschi (Giulio Perrone Editore)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Ok

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