Primo venne Caino di Mariano Sabatini (Salani)

Recensione di Romano De Marco

A due anni dall’esordio da narratore con L’inganno dell’ippocastano torna Mariano Sabatini (giornalista, saggista, esperto di comunicazione televisiva e volto noto sulle reti RAI) con il suo personaggio Leo Malinverno, protagonista del nuovo romanzo Primo venne Caino, pubblicato da Adriano Salani editore. È stato un esordio fortunato quello del 2016, che ha visto l’autore capitolino aggiudicarsi il Premio Romiti opera prima e, soprattutto, il prestigiosissimo Premio Flaiano, assegnato come da tradizione in terra d’Abruzzo.

Leo Malinverno è un affascinante giornalista investigativo romano, quarantenne, appassionato di belle donne e buona cucina. Un personaggio che fin dalla sua prima apparizione ha catalizzato l’attenzione e l’affetto di migliaia di lettori, che ne hanno chiesto a gran voce nuove storie. L’autore non nasconde di immaginarselo con le fattezze di Luca Argentero, il bravo e bello ex vincitore del Grande fratello di qualche anno fa, oggi eclettico ed apprezzato attore.

Malinverno, stavolta, deve vedersela con un serial killer rinominato dai media “il tatuatore” per la sua macabra abitudine di rimuovere lembi di pelle tatuati dai corpi delle sue vittime. Il bel giornalista viene tirato a forza nell’indagine dalla richiesta di collaborazione del suo amico poliziotto, il vice questore Jacopo Guerci, anch’esso personaggio particolarmente gradito dai lettori.

Primo venne Caino è un romanzo, a mio avviso, molto diverso dal precedente, soprattutto perché stavolta Leo Malinverno ne è il protagonista assoluto, mentre ne L’inganno dell’ippocastano divideva la scena con la coprotagonista Viola Ornaghi (qui assente ma che, forse, rivedremo in futuro).

La forza del personaggio di Sabatini è quella di non essere in alcun modo toccato dagli stereotipi del genere, ma di essere un uomo libero, felice, indipendente, benché non scevro da una sorta di cinica disillusione nei confronti di alcuni temi esistenziali, primo fra tutti l’amore. Non solo quello per le donne (che non disdegna affatto di frequentare con un certo successo) ma anche quello di figlio e di amico. In questo caso lo troviamo alle prese con una fidanzata di vent’anni più giovane, un padre assente che diventa all’improvviso ingombrante e il doloroso rapporto con una collega malata terminale.

C’è anche Roma in questo romanzo, una città difficile e sfuggente da tratteggiare. Da lettore mi pare di aver intuito il disagio con il quale, oramai, si è costretti a misurarsi nel descrivere la capitale d’Italia. Un disagio presente anche in chi ci abita e la ama. Sabatini non si sottrae ma traspare, dalle sue pagine, il rimpianto di una Roma che fu o che, più probabilmente, non c’è mai stata, se non nelle suggestioni romantiche delle cartoline cinematografiche o letterarie traghettate nei decenni che furono. Roma, dice lo stesso autore, è una città che ne racchiude tante, tutte diverse fra loro, con un diverso tessuto sociale, diversi ordini di problemi e di drammi. Probabilmente, aggiungo io, ormai è venuta a mancare anche quell’ultima, fra le tante incarnazioni di Roma, edificante e magica, facile da raccontare e amare.

Sabatini dichiara di essersi ritrovato a scrivere un thriller quasi per caso, ma la perizia con cui si è documentato sugli argomenti trattati fanno capire che non c’è nulla di improvvisato nella sua scrittura (peraltro particolarmente accurata e gradevole dal punto di vista squisitamente letterario).

Tante le sottotrame, tanti i personaggi vecchi e nuovi, le questioni aperte e (volutamente) lasciate in sospeso. Continueremo di certo a leggere le storie di questo personaggio che forse, benché l’autore non si sbottoni troppo su questo punto, potrebbe diventare presto il protagonista di un nuovo serial televisivo. E va a finire che ad interpretarlo sarà proprio Luca Argentero… chi lo sa? Ce lo auguriamo di cuore, come ci auguriamo che Primo venne Caino scali in fretta le classifiche di vendita!

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2 risposte a Primo venne Caino di Mariano Sabatini (Salani)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Stuzzicante

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