Sul comodino della Rambaldi: La ragazza di miele di Marilena Votta (Edizioni Progetto Cultura Roma)

Marilena Votta, 1972, Napoli, vive e lavora a Roma, e ha pubblicato con la stessa casa editrice la raccolta di racconti Equilibri sospesi.

I personaggi di questi diciotto racconti sono dei combattenti sempre pronti a ricominciare, gente che si perde ma che sa anche ritrovarsi e Marilena Votta se li porta dentro come fossero persone vere perché le loro sofferenze l’aiutano a respirare e anche perché, come ha sentito dire da uno sconosciuto in autobus, “Il dolore capita solo ai vivi”.

Correggo le bozze de La ragazza di miele e altre storie all’avvicinarsi dell’estate, in un tempo di sole e pioggia improvvisa, circondata dalla serenità pomeridiana e sonnacchiosa e dall’odore fresco del gelato di SPLASH, una gelateria in cui spesso ho trascorso del tempo osservando persone gestire lo spazio, i sentimenti e le emozioni. Davanti a un gelato non si può far altro che sorridere ed essere felici. Anche se questa felicità dura solo per il tempo che ci vuole a mangiarlo”.

Arianna lavora in una libreria, un lavoro che ama, e da quando ha incontrato Lupo ha smesso di frequentare gli altri ragazzi, che erano solo storie di attesa.

Finora purtroppo ha sempre incontrato uomini che la trattano male.

Di Lupo sa solo che è serbo, che è stato adottato da una famiglia italiana, che è sposato, e che vorrebbe incontrarla ancora al di fuori del Cortocircuito, il locale dove si sono conosciuti.

È pentita di non aver chiesto subito il suo vero nome, anche se le regole del Cortocircuito non lo consentono, e ogni volta che fanno l’amore si congedano con un Havla (grazie).

Anche Arianna come Lupo è stata adottata e non ha mai conosciuto la sua vera madre. Ha avuto un’infanzia di sofferenze da bambina abusata e ha trascorso la giovinezza in un collegio.

Trattiene i pensieri e le sensazioni del corpo. Odore di sudore stantio, salato. Assorbito dal letto, dai cuscini. Dalle sedie. Un odore gassoso che è la somma di tutti gli odori delle persone che sono passate di là. Un odore leggermente chimico di decomposizione. Di cose non pulite. Non proprio sporche.

Un colore dell’anima come acqua scura. Marrone.

Una traccia del suo paese perduto nei modi di Lupo. La voce di chi sa sempre dove può trovare quello che serve. Le parole della lingua perduta che affiorano: Havla. Grazie.

Lei gli diceva sempre grazie dopo il sesso”.

Che il miele e il gelato di Marilena Votta siano con voi!

Paola Rambaldi

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