I magnifici 7 capolavori di pregiudizi

di Susanna Raule

Quando un’amica ha condiviso le copertine delle due raccolte de I magnifici 7 capolavori della letteratura per ragazzi e de  I magnifici 7  capolavori per ragazze (editi da Newton Compton nel 2013 ma tuttora scaricabili sugli store online), sono rimasta molto perplessa. Sono andata sul sito di Newton & Compton e ho letto le descrizioni delle opere, cosa che non ha fatto che accrescere la mia perplessità. Ne abbiamo parlato tra amiche e poi in una discussione pubblica cui hanno partecipato lettori e addetti ai lavori. La discussione che ha stimolato alcune riflessioni:

  • Il progetto è così anacronistico che quasi non ci credevamo. Mentre gli altri titoli della stessa collana (I magnifici 7 capolavori della letteratura russa, tedesca, olandese, erotica…) raccolgono romanzi per nazionalità o genere, questi due li raccolgono per pregiudizio. Un pregiudizio semplice, che persiste da generazioni: le ragazze leggono romanzi sentimentali, i ragazzi avventurosi.

  • A questo si aggiunge un pregiudizio ancora peggiore: le donne devono leggere solo autrici femmine, i maschi solo maschi. Ma davvero un editore rodato come Newton ha bisogno di ghettizzare il femminile colorandolo perfino di rosa?

  • Si potrebbe obbiettare che la divisione è fatta su basi filologiche: nel Settecento e nell’Ottocento, e fino a tutta la prima metà del Novecento, i romanzi per giovani sarebbero appunto stati divisi in libri per ragazzi e libri per ragazze. Ma non siamo più nel Settecento, nell’Ottocento o nella prima metà del Novecento e, se anche fosse, per esempio Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie non è mai stato considerato un libro “per ragazze”. Neppure nell’Ottocento.

  • Ma poniamo che la filologia non c’entri nulla e che sia una questione di marketing. Lasciate dunque che vi rivolgiamo una domanda di marketing: quante copie pensate di vendere del libro rosa? Qualsiasi cliente leggermente acculturata si sentirebbe in imbarazzo a regalare a una ragazza un librone pieno soltanto di storie sentimentali (più Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie). Allo stesso modo, ci imbarazzerebbe pensare che un’adolescente voglia leggere solo storie di formazione con ragazze come protagoniste. Non credo che sia così. Noi non eravamo così, la maggior parte delle ragazzine non è così e neppure i ragazzi lo sono.

  • E di certo tentenneremo prima di regalare il libro “per ragazze” a un ragazzo, perché crediamo che neppure a lui interesserebbero solo storie sentimentali, o solo con protagoniste femmine.

  • Insomma, crediamo che alla fine il libro che venderà di più sarà quello per ragazzi, perché la copertina è più neutrale e in italiano “ragazzi” può indicare entrambi i sessi. Inoltre, scusate, a un sacco di ragazze piacciono storie d’avventura. E dell’orrore. E fantasy. E sentimentali. E di formazione. E di viaggio.

  • Aggiungiamo un’altra cosa. Lo sapete quante persone, in Italia, non leggono libri scritti da donne? Non li leggono perché credono nel pregiudizio di cui sopra: le donne scrivono solo roba sentimentale. Che il romanzo sia un giallo, un horror, un thriller, uno storico, un libro di fantascienza o di letteratura in generale, temono di trovarsi a leggere storie che gocciolano buoni sentimenti. Roba “sensibile”, “introspettiva”, “melensa”. Fermo restando che qua nessuno ha nulla contro l’introspezione e la sensibilità, e che molti autori maschi scrivono libri introspettivi e sensibili – persino libri melensi – voi, come editori, pensate sia una buona idea convalidare questo pregiudizio? Proprio non li volete vendere, quei libri?

  • Direte che stiamo esagerando. Forse è perché nell’ultimo periodo abbiamo visto infiniti altri casi di sessismo librario. La vostra operazione di sapore vittoriano non è più grave o più irritante di altre operazioni simili. È solo l’ultima in ordine temporale. A lungo andare chiunque si stanca. Ed è un peccato che dei romanzi così belli, che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di noi tutti, uomini e donne, debbano finire incasellati in categorie mortificanti e anacronistiche. È un peccato proprio perché sono dei gran libri, che possono piacere a tutti, ed è un peccato doppio perché sono diretti a un pubblico giovane, che non ha alcun bisogno di imparare che i vecchi pregiudizi sono ancora validi.

  • Confidiamo davvero che si tratti di una svista in buona fede. Che la vostra casa editrice, che da anni propone edizioni economiche dei classici di tutti i tempi, conosca molto meglio di così i lettori del nostro tempo. Che avremo I magnifici 7 capolavori della letteratura d’avventura, dell’orrore, del mistero e sentimentale. Per ragazzi, per ragazze e per chiunque ami le buone letture.

 

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Una risposta a I magnifici 7 capolavori di pregiudizi

  1. Susanna Raule ha detto:

    L’ha ribloggato su sraulee ha commentato:
    Oggi, su Libro Guerriero…

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