Sul comodino della Rambaldi: due libri di Annamaria Vargiù

E lo chiamano amore

Annamaria Vargiù

Porto Seguro Editore

Annamaria Vargiù, è nata e vive a Napoli dove insegna Lingua e Letteratura Francese in un liceo scientifico. Autrice di teatro, ha scritto numerosi testi rappresentati in progetti scolatici e cittadini.

E lo chiamano amore è un’energica raccolta di nove racconti che parla d’amore e violenze sulle donne. Violenze fisiche e psicologiche che lasciano ferite sul corpo e negli affetti. Tra questi spicca Insomnia. La protagonista soffre d’insonnia cronica, da piccola veniva tenuta desta dagli orrorifici racconti di guerra della madre, dai litigi dei genitori e dai morsi della fame. Perfino le canzoncine per addormentarla parlavano di lupi che sbranavano pecore. Crescendo erano arrivate le veglie in vista della prima comunione a fantasticare su un abito bianco principesco per poi scoprire che i suoi avrebbero riciclato lo stesso vestito usato da sorella e cugine. Per non parlare degli incubi insinuati dal prete su peccati come masticare l’ostia e sul timore di morire soffocata inghiottendola intera (confesso di aver avuto le stesse angosce). Per non parlare delle insonnie adolescenziali a fantasticare su un principe azzurro che giungerà senza amore e tenerezza, mettendola incinta subito.

E se durante la gravidanza veglierà per le nausee, dopo non dormirà per i pianti del bambino. Scoprirà troppo tardi il piacere di ingannare la notte leggendo libri e la soluzione alle sue veglie arriverà come e quando meno se l’aspetta.

Questo è solo uno dei racconti di Annamaria (vedi anche Strike e Come il mare). Storie di sopraffazione, violenze e illusioni che possono trasformarsi in incubi. Storie vitali e mai banali.

***

Il poeta e il pendolo

Annamaria Vargiù

Porto Seguro Editore

Il romanzo racconta di Sebastiano un adolescente povero, studioso, vegetariano, con la passione per la poesia, che non ha mai conosciuto il padre. Il ragazzo vive in ristrettezze con la madre che fatica a pagare le bollette nell’appartamento ereditato dai nonni. La donna lavora per pochi euro come donna delle pulizie.

Sebastiano, che detesta il suo nome, oltre la poesia ama la Symphonic Metal dei Nightwish, il suo gruppo preferito. I pezzi dei Nightwish sono infatti la colonna sonora del romanzo e i capitoli prendono i titoli dalle sezioni della canzone The poet and the pendulum.

Ero lì steso e osservavo la lama del pendolo che ondeggiava sopra di me. Era l’affilata lama della disperazione che prima o poi si sarebbe abbattuta sul mio animo straziandolo e facendolo morire per sempre alla bellezza e alla poesia”.

Sebastiano guarda timoroso le ragazze, aiuta tutti, ma continua a sentirsi inadeguato fino a quando non incontrerà Lucilla…

Chissà perché quando si soffre si dice che il cuore è infranto quando invece è lo stomaco che prova dolore e si contrae in mille spasmi”

Il poeta e il pendolo è un romanzo sull’adolescenza (e l’autrice, che è insegnante, conosce bene la materia) destinato anche agli adulti.

                                                                                Paola Rambaldi

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