Giallo all’ombra del vulcano di Letizia Triches (Newton Compton)

Recensione di Patrizia Debicke

La leggenda narra del grande amore che univa Aci, pastorello figlio del dio Pan a Galatea, bellissima ninfa del mare dalla pelle color del latte, molto cara agli dei. Ma il loro amore provocò l’invidia di Polifemo, il mostruoso gigante monocolo che dopo il rifiuto di Galatea scagliò un gigantesco masso su Aci uccidendolo. Appena Galatea lo seppe, accorse e, alla vista del corpo martoriato del suo amore, pianse tutte le lacrime. Il suo inconsolabile dolore suscitò la pietà degli dei che, per diminuire il suo tormento, trasformarono il sangue di Aci in un piccolo fiume che scende dall’Etna e sfocia nel tratto di spiaggia dove i due amanti si incontravano. Un fiume, oggi in buona parte sottoterraneo, chiamato Akis dai greci, e che riaffiora nei pressi di Santa Maria la Scala (Borgo marinaro, frazione di Acireale) sfociando in una sorgente chiamata “u sangu di Jaci” ( il sangue di Aci). Fiume che ha dato il nome a ben nove cittadine della costa tra cui Acireale, Acitrezza e Acicastello. Direte che c’entra la storia di Aci e Galatea con il giallo di Letizia Triches? C’entra, c’entra… E allora non mi resta che parlarvi un po’ di Giallo all’ombra del vulcano. A Catania è la mattina di un giorno qualunque dell’aprile del 1991.

La giovane e brava archeologa Rachele De Vita saluta suo marito, Elio Greco, ed esce dalla loro casa di Picanello per andare al lavoro. Picanello è un quartiere di Catania, che un tempo nutriva ambizioni residenziali ma che oggi assomiglia più a un sobborgo di case popolari. Ma fino a notte Rachele non torna… Non è da lei. Immediata denuncia del marito e del suocero alla polizia, il padre, celebre e ricchissimo avvocato, da anni in lite con la figlia perché contrario al suo matrimonio, chiede l’aiuto del Procuratore della Repubblica che affida il caso alla dottoressa Elena Serra, magistrato, “fragile cristallo in tempra d’acciaio”. Niente per cinque giorni, poi il cadavere di Rachele viene ritrovato imprigionato tra le rocce del tratto di costa fra Acitrezza e Acireale, straziato da sette colpi di pistola. Elena Serra si mette subito in azione, coadiuvata dal gigantesco colonnello dei carabinieri Todaro.

Perché tanta spietatezza in quell’omicidio? C’è qualcosa dietro? Forse un inconfessabile segreto nascosto nella serena esistenza di Rachele De Vita? Come si giustifica tanta ferocia? Elena Serra, comincia subito a scavare nella vita e negli affetti della vittima: moglie felice di un amico d’infanzia di quattro anni più giovane. I contatti tra loro famiglie, dopo anni di rapporti affettuosi si sono interrotti quando Rachele ha preferito Elio a Manfredi Catalano, il ricco partito prescelto dal padre e i Greco per debiti e speculazioni sbagliate, hanno perso le loro grandi proprietà. Il padre gestisce una libreria antiquaria e il figlio fa il pittore. Dalle sue indagini verrà fuori uno sfaccettato quadro fatto di mezze verità, di piccole e grandi menzogne, che implicano gli affetti recenti e passati della giovane archeologa. Rancori mai sopiti? Possibili vendette che esplodono dopo anni? Misteri legati al passaggio di proprietà di un terreno legato alla villa che domina Cala Bruna, dove è stato ritrovato il cadavere dell’archeologa. Terreno sul quale dovrebbe sorgere un complesso avveniristico? Ma, coincidenza quasi incredibile, Giuliano Neri, lo straordinario restauratore eroe dei precedenti romanzi Newton di Letizia Triches è appena sbarcato a Catania sollecitato da un amico per fiancheggiarlo nel restauro dell’opera settecentesca affrescata nella volta del salone proprio della villa di Cala Bruna. E cosa raffigura l’affresco: la leggenda d’amore di Aci e Galatea… Neri è un uomo curioso e puntiglioso. Famoso per riuscire a cogliere nelle opere sulle quali lavora minuscoli particolari in grado di svelarne l’esecutore. Facoltà che applica anche alla vita reale e in questo caso le sue non comuni capacità investigative lo trascineranno ad analizzare un caso di omicidio in cui l’arte finirà con intrecciarsi con la realtà. Stavolta, si troverà coinvolto dal magistrato in una pericolosa indagine che stravolgerà anche la sua vita privata portandolo a scoprire cosa ha provocato l’esplosione omicida ai piedi dell’Etna, della stessa potenza distruttiva del magma incandescente del vulcano. Saranno loro, infatti, Elena Serra e Giuliano Neri a risolvere un puzzle legato a complesse e articolate problematiche che parlano dei peccati siciliani di costruttori collusi con politici e mafia, di inganno, ma anche di volontà di realizzare i propri sogni a ogni costo, di scelte d’amore, di vita. Giocato sull’onda dei ricordi portati dai numerosi flash back, “Giallo all’ombra del vulcano” ha le sue chiare e brave stigmate di classico giallo tradizionale con le sue regole. Senza indulgere a barbarie e truculenti scenari, privilegia invece i risvolti psicologici del perché dei delitti e l’acume e la versatilità degli investigatori che riescono a risolverli. Oltre alle strade, le piazze e i quartieri di Catania, gran parte dello scenario del romanzo è regalato dall’incanto architettonico di un’antica villa settecentesca dalla volta mirabilmente affrescata, che poi sarà la chiave di volta per la soluzione del mistero e dalla maestosità del Monastero dei benedettini, non risparmiato dalla furia devastatrice dei terremoti ma sempre ricostruito nei secoli a reggere la testimonianza della biblioteca e dell’archivio. Con nostalgiche descrizioni della indistruttibile, decadente ma splendida atmosfera del città e i vividi azzurri del mare e del cielo che contraddistinguono la favolosa costa tra Acitrezza e Acireale, degne di una catanese puro sangue, Letizia Triches (che ha saputo cogliere l’intima essenza di questo mondo) ci accompagna per mano in un indimenticabile tour. In un magico paese dove, secondo Giuliano Neri: “… non sempre il tempo scorre in modo lineare e che le visioni possono essere più vere della realtà.” E, visto che secondo Letizia Triches “La colonna sonora di questo romanzo è stata scelta da Rachele…”, nello scorrere il titolo dei capitoli, ricorderete anche voi note e parole delle straordinarie canzoni di Battisti, Cocciante, Mannoia, Mina….

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