Sul comodino della Rambaldi. SELFIE di JUSSI ADLER-OLSEN

Jussi Adler-Olsen, Copenaghen, 1950, ha ottenuto grande successo di critica con la serie della Sezione Q guidata da Carl Mørck vendendo 16 milioni di copie in 42 paesi del mondo.

Dai suoi romanzi verrà presto tratta una fiction televisiva.

Selfie (FARFALLE MARSILIO – GIALLO SVEZIA) è il settimo volume del ciclo dedicato da Jussi Adler-Olsen alla Sezione Q, la squadra preposta alla soluzione dei casi freddi della polizia danese.

Nel 1995 la piccola Dorrit vive nel lusso in una grande villa coi genitori e i nonni fino a che la madre non le comunica che il padre se n’è andato e che d’ora in avanti dovranno fare a meno di lui seguendo le regole imposte dalla nonna sposata a un ex ufficiale nazista di 30 anni più vecchio.

Nel 2016, Dorrit, che ora si fa chiamare Denise, dalla fantastica villa si è ridotta a vivere con altri inquilini in un misero appartamento in uno dei quartieri più malfamati della città e dipende ancora dal denaro della nonna. Quei soldi servono per pagare l’affitto, ma l’anziana minaccia di tagliarle i fondi se non trova un lavoro.

Purtroppo Denise si è adattata a una vita di espedienti. Di notte si prostituisce e passa le giornate a mungere sussidi ai Servizi Sociali, dove ha da poco conosciuto altre due degne compari: Michelle e Jazmine. Due giovani belle e arroganti che come lei vestono sempre alla moda, che schivano tutti i lavori offerti e non portano mai a compimento i corsi di formazione.

Tre approfittatrici che non vogliono essere confuse coi poveracci che vengono lì per bisogno

Dall’altra parte del banco, Anne Line, è una donna delusa. Ha sprecato la sua giovinezza in relazioni sbagliate, detesta quella professione, e ha da poco appreso di avere un tumore. I colleghi non l’hanno in simpatia, ma la stimano perché si dedica al lavoro anima e corpo (nonostante abbia vinto una discreta somma al Gratta e vinci che le consentirebbe una vita confortevole, rifiuta di smettere di lavorare) e odia con tutta se stessa le tre buone a nulla che prendono il sussidio senza lavorare, covando nei loro confronti desideri di vendetta.

Quelle maledette parassite meritano solo di essere sterminate!”

Sulle prime Carl Mørck non presterà attenzione alla curiosa sequela di incidenti ai danni delle ragazze perché costretto a occuparsi dell’omicidio di un’anziana ritrovata in un parco (assassinio collegato alla morte di una bella insegnante di 12 anni prima) e potrà contare solo sull’aiuto del collaboratore Assad. La segretaria Rose, purtroppo, ha perso la memoria, non si applica sul lavoro come dovrebbe e rischia di essere licenziata.

I capi insoddisfatti del rendimento della sezione Q meditano addirittura di smantellarla.

Riuscirà Carl Mørck a porre fine alla lunga serie di crimini che ossessiona Copenaghen?

Un romanzo meno divertente dei precedenti, ma non meno interessante.

Che i servizi sociali danesi di Adler-Olsen siano con voi!

Paola Rambaldi

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