Sul comodino della Rambaldi: UNO SPAZIO MINIMO di Rosalia Messina (Melville Edizioni)

Rosalia Messina, siciliana di nascita, vive, lavora e scrive tra Bologna, Firenze e Catania. Cura diversi blog letterari ed è autrice della raccolta di racconti Prima dell’alba e subito dopo (PerroneLab 2010) e dei romanzi: Più avanti di qualche passo (Città del Sole Edizioni, 2013), Marmellata d’arance (Edizioni Arianna, 2013), Gli anni d’argento (Algra, 2015), Morivamo di freddo (Durango 2016) e del libro per bambini Favole a colori (Algra, 2015).

Dal romanzo Marmellata d’arance ha tratto con la sorella Anna l’opera teatrale omonima, vincitrice del premio L’Artigogolo 2017.

Perché un padre e una madre vengono meno al dovere/istinto di amare incondizionatamente e proteggere i propri figli?

Il romanzo di Rosalia Messina ha al centro questa domanda e non è facile trovare una risposta.

Si potrebbe forse dare la colpa a una generica incapacità nel fare i genitori, ma questi figli non amati e non protetti si convinceranno di non essere degni d’amore con tutte le inevitabili conseguenze. Prima tra tutte quella di sentirsi sbagliati e questa convinzione li influenzerà nelle scelte e negli atteggiamenti. Purtroppo non esistono corsi per diventare buoni genitori

Eppure quello che da fuori viene scambiato per arroganza o prepotenza spesso è solo dolore e una silenziosa richiesta di un amore che probabilmente non arriverà mai.

Wittgenstein scrive “Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.

A volte è comunicazione anche il silenzio, ma non dovremmo mai aver paura di chiedere e di ascoltare risposte che non vorremmo sentire.

Uno spazio minimo narra della vita di Angelica Alabiso, maggiore di tre figli, dal 1963 ai giorni nostri. Da quando a otto anni ha come unico compagno di giochi un laccio di nome Bric che tiene sotto il cuscino, che le consente di entrare in un mondo fantastico popolato di principi e principesse dove l’orribile strega ha il volto di sua madre. Una donna infelice che si cura sì di casa e figli ma che tiene in considerazione solo le esigenze del marito. Una madre che non capisce la stupida affezione della figlia per quel laccio.

Quando si trasferiscono a Gibilmanna, Angelica è cagionevole di salute, si ammala spesso e a scuola si sente diversa dalle altre bambine. In classe non parla, è incapace di rispondere nelle interrogazioni e non riesce a leggere ad alta voce, tanto che i genitori la fanno visitare da uno specialista. In compenso riesce a rispondere per iscritto e ha voti altissimi negli scritti.

Nel 69 fa il liceo classico a Catania e conosce Donato. Il primo bacio scatta a una festa di compleanno con i Santana di sottofondo. Poi un giorno l’insegnante le chiede di spiegare il Masaccio a una compagna di classe e lei finalmente parla e da quel giorno si sente come tutte le altre.

Nell’81 sceglie l’abito da sposa per sposare Donato ma non è felice. La data l’ha scelta lui e andranno ad abitare nello stesso condominio di sua madre che continua a considerarla solo una cretina che ha studiato.

E la storia di Angelica non è che all’inizio.

Un viaggio in una vita in cui mi sono spesso riconosciuta. Brava Rosalia!

Che la scelta di Angelica sia con voi! Paola Rambaldi

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