“Girl in Snow” di Danya Kukafka (Bompiani)

Recensione di Claudio Guerra

Tre storie che si intrecciano, avanti e indietro nel tempo, a partire dal momento in cui quella della quindicenne Lucinda Hayes finisce. Quello in cui è rinvenuta cadavere nella neve, a Broomsville, piccola cittadina del Colorado, la mattina del 16 febbraio 2005.

Quella di Cameron, ragazzo disturbato, introverso e con un grande talento per il disegno. Di lui tutti sanno che era ossessionato dalla vittima. Chi per averlo visto, immobile come una statua, spiarla dalla finestra di casa. Chi per averne interpretato l’atteggiamento che teneva verso la ragazza a scuola. Chi per averne sentito parlare e averne tratto le proprie conclusioni. Quella di Russ, poliziotto insoddisfatto, collega del padre di Cameron e amico di famiglia. Cognato, suo malgrado, del guardiano notturno che ha rinvenuto il corpo.

Infine quella di Jade, l’unica a essere anche voce narrante nelle parti di racconto che la riguardano, che aveva visto nella morta una rivale, in amore e non solo. Tanto da inscenare un rito di magia nera trovato in un libro pur di farla sparire.

Le cose però non sono così semplici e Lucinda non è semplicemente scomparsa. Qualcuno l’ha colpita violentemente alla testa e ne ha lasciato il cadavere scomposto nella neve, nel parco giochi dietro la scuola.

Nel volume dal quale Jade ha estratto la sua stregoneria però si parla anche di come i defunti mandino messaggi ai vivi pretendendo la loro attenzione. In tre distinte categorie e in tre fasi successive che, se vengono ignorate, possono essere letali per il malcapitato che non ne abbia tenuto conto. Quando la ragazza si imbatte, l’uno dopo l’altro, in quelli che crede essere questi segnali, non può fare a meno di uscire dalla sua strana apatia e darsi da fare per cercare di capire.

In questo libro che si intreccia come un disegno di Escher, solo il fortunato lettore può guardare i particolari, appollaiandosi su piani diversi, e riuscire a vedere come stanno realmente le cose, sorprendendosi, attraverso spiragli che neppure credeva esistessero. Attorcigliandosi nella mente di Cameron, nelle sue assenze e nei suoi traumi, infilandosi poi nelle gallerie oscure che i tarli hanno scavato nella mente di Russ, fra indecisioni e riluttanze, oppure dibattendosi fra come le cose vanno realmente nella complicata vita di Jade e come vanno invece nella piéce teatrale che lei va componendo giorno per giorno, dando nomi fittizi a persone reali.

Se non avevo mai sentito parlare prima di Danya Kukafka un motivo c’è. Stando a quel poco che sono riuscito a reperire in rete questo è il suo primo romanzo, dopo aver però fatto esperienza come assistente editoriale su lavori altrui, lavorandoci sopra per farli funzionare. E questo, con il quale esordisce invece come autrice, questo funziona.

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