L’enigma del libro dei morti di Martin Rua, Newton Compton

Recensione di Patrizia Debickel
Secondo volume della Saga di Martin Rua Prophetiae saga, L’enigma del libro dei morti riporta in pista molti dei protagonisti del precedente primo romanzo La profezia del libro perduto (anche il titolo è significativo.) I personaggi principali buoni, il Solitario, Kadiya e Ozouf, sono gli stessi, ma il romanzo è un storia a sé stante che si può leggere tranquillamente anche si è mancato il primo.
Linguadoca, 1548, nei dintorni di Montségur si sta diffondendo a macchia d’olio una spaventosa epidemia. Che sembra collegata alla apocalittica predicazione di un gruppo religioso, che si fa riconoscere usando la scritta INRI con la N al contrario IИRI. L’epidemia ha le stigmate di una forma finora sconosciuta di peste, ma il dottor Étienne Domergue è convinto di trovarsi su buona strada per combatterla. Però quando si ammala anche lui, in un disperato tentativo di fermare la strage, manda in Provenza il suo allievo Gaston Arrau per chiedere aiuto al più grande esperto di peste in circolazione: Michel Nostradamus.
Francia, primavera 2004: a Rennes-le-Château una spedizione scientifica, guidata dall’archeologo Yves Charpentier porta alla luce in una grotta, un misterioso tesoro perduto dei catari, riscoperto a fine 800 da di Bérenger Saunière e,  nel sarcofago le spoglie del cavaliere cataro Nicolas Saunière morto nel 1248, trova due piccoli scrigni, con ogni probabilità nascosti là molto più tardi.« Uno era in legno rinforzato da parti in metallo, impreziosito da una sigla impressa a fuoco, ormai familiare all’équipe, e da una scritta in arabo; l’altro, in solido metallo, presentava sul coperchio un’incisione raffigurante due teste d’aquila e due ruote a otto raggi, contenente delle ampolle di vetro.»
Però, portata a termine con successo la ricerca, i finanziatori dello scavo, requisiscono tutti i reperti, vincolando gli archeologi alla segretezza e celando la loro scoperta al mondo. Ma cosa contengono esattamente le misteriose ampolle? E cosa sta a significare la frase  in arabo   incisa sul cofanetto di legno?
 Parigi, oggi: la Francia è davanti a una drammatica emergenza sanitaria: la peste, creduta sconfitta da secoli, si è trasformata in un letale batterio mutante che sta mettendo in ginocchio il Paese. Un tipo di morbo che fu definito nel lontano passato  l’Artiglio del diavolo. Una pseudo setta, La Ligue nationale de France che sostiene i candidati di estrema destra e la Fondazione Labrys fanno propaganda per strada per invitare i cittadini a purificarsi.  Il governo, che non vuole essere colto di sorpresa e teme un attacco batteriologico di matrice terroristica, affida il caso all’unità speciale Horus. Ma il compito è arduo e la squadra del capitano Khadija Moreau gira a vuoto brancolando nel buio, impotente di fronte a quello che ormai sembra un inevitabile disastro epocale, mentre Gabriel Nostradamus sembra scomparso nel nulla.
A Khadija manca infatti l’aiuto di Luc Ravel, alias Gabriel Nostradamus, detto Il Solitario. Nostradamos risulta morto in un terribile incidente, ma lei continua a sperare ancora perché durante l’equinozio dell’anno prima ….« aveva trovato il foglio con il motto Soli Deo che Gabriel le aveva lasciato dopo la sua scomparsa: un semplice modulo di richiesta per un congedo di sei mesi, firmato Gabriel Nostradamus e datato 4 marzo. Cinque giorni dopo la presunta morte del Solitario.»
In realtà, il Solitario è ancora vivo e, nonostante il volto sfregiato da una brutta bruciatura, si trova ad Aleppo in Siria spalleggiato da alcuni americani della Delta Force per liberare e portare in salvo Mansour, l’unico dottore che sembra aver una cura contro la peste. Sulle sue tracce però c’è anche Nizar Shah, spietato sicario della setta degli Assassini, che si pensava estinta da secoli…
L’enigma del libro dei morti è un thriller abilmente estrapolato dall’antico mistero che grava sul piccolo paese di Rennes-le-Chateau, in Francia, famoso per il suo celebre parroco, Bérenger Saunière, e  Martin Rua, come un bravo chef stellato, mischia in un bel calderone magico: storia, mistero ed esoterismo. E quindi troviamo: i catari, i templari, la setta degli assassini e il grande medico-veggente Nostradamus.
A differenza del primo romanzo, La profezia del libro perduto, stavolta la narrazione si svolge due piani temporali separati tra loro da quasi cinquecento anni, il presente il 1548, in cui il famoso medico astrologo e indovino Michel de Nostredame doveva trovare una soluzione per contrastare l’Artiglio del diavolo, la terribile epidemia di peste scoppiata all’improvviso tra le popolazioni della Linguadoca. Accomunati dalle stesse profetiche visioni, una specie di “finestra” spazio-temporale, Michel e Gabriel, suo diretto discendente, dovranno fronteggiare lo stesso mortale pericolo, la cui origine sembra risalire ad un antico patto tra Templari e Assassini. Proprio da questi secondi infatti discende il principale antagonista, il sicario Nizar Shah. Dalla parte dei cattivissimi: Gilles Saunière, il Priore erede di Bèrenger, e la sadica Yolande Bonard, nuovo volto della LNF. Non mancano i riferimenti agli orrori più recenti, dalla strage di Nizza del 14 luglio 2016 ( e poi, di queste ore, quella realizzata a Barcellona con la stessa modalità) alla guerra ad Aleppo fino alla crescente preoccupante diffusione del populismo.
Ci sono collegamenti a diverse storie e a  diversi  tempi e luoghi. Tutti, però, hanno qualcosa in comune, la presenza di Nostradamus  che è l’indubbio collante della trama. La ricetta funziona e diverte l’epilogo. 
 
Martin Rua è nato a Napoli dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Storia delle religioni. I suoi studi si sono concentrati su massoneria e alchimia. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo la Parthenope Trilogy (Le nove chiavi dell’antiquario, La cattedrale dei nove specchi, I nove custodi del sepolcro), La profezia del libro perduto e L’enigma del libro dei morti (primi capitoli della Prophetiae Saga), l’ebook La fratellanza del Graal, la guida insolita Napoli esoterica e misteriosa. È anche uno degli autori della raccolta di racconti Sette delitti sotto la neve.

 

 
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