“Allora io vado” di Laura Gambi (Pendragon)

Recensione di Claudio Guerra

Mi decido a parlare di questo breve romanzo solo ora, che sta per compiere l’anno dalla sua pubblicazione, e alcuni mesi da che l’ho letto, proprio perché sta tornando di stagione e me l’ha ricordato il vedere comparire i primi venditori di caldarroste. Cerco di spendere qualche parola prima che diventi del tutto inattuale, sommerso dalle novità che l’autunno farà piovere sugli scaffali delle librerie.

Un po’ come alcuni anni fa, dopo che il grande pubblico aveva scoperto Roberto Vecchioni con quel brano sull’ineluttabilità del destino che è “Samarcanda”, io l’anno successivo continuavo ad entusiasmarmene con un’altra canzone che cercava di essere altrettanto orecchiabile ma che ebbe meno successo. “Sette meno uno”, posto in un album di cui poco rimane nel florilegio che il medesimo grande pubblico esorta il cantautore  a riproporre nei concerti. Un cavaliere che scopriva la vacuità della propria vita decideva di scomparire durante una caccia alla volpe. Di lui non rimaneva che un guanto nella neve.

Qui non c’è il candore della neve ma i colori dell’autunno dell’Appenino Tosco-Emiliano. Si parte dai dintorni di Marradi la sera di Halloween del 2004. Romina è una giovane insegnante di sostegno con un “dono” che vorrebbe restasse segreto e una buona fama di cartomante. Isa è una donna elegante che non ha ancora compiuto i cinquant’anni, alla quale sembra non mancare nulla se non la felicità e la soddisfazione di sé. Si incontrano al tavolino dove Romina legge i tarocchi e non si lasceranno più per le due settimane successive. Solo che la giovane continuerà a vivere la sua vita quotidiana, l’altra si incamminerà la notte stessa nel bosco e non darà più sue notizie.

Il contatto stabilito grazie al “dono” consente alla cartomante di seguire passo passo l’inoltrarsi dell’altra donna lungo i sentieri fra i boschi verso la Toscana. Se però, da un lato, sarebbe in grado di indicare a chi la sta cercando la zona abbastanza precisa dove spingere le battute, dall’altro è pure in grado di percepire il suo desiderio di perdersi, totalmente, e questo la rende restia ad intervenire. Oltre, naturalmente, la paura di rendere palese questa sua diversità, già sospettata da molti, troppo prossima all’apparire una maledizione per essere condivisa.

Infatti viene più volte contattata da chi vorrebbe farla intervenire in tal senso. Questo però le fornisce l’occasione, a lei e a noi lettori, di venire a conoscere i fatti che l’hanno portato a maturare quella decisione. Con il risultato di aumentare la sua tribolazione interiore, fra il suo desiderio di intervenire e il desiderio di Isa di dissolversi.

Una storia che si legge nel tempo di un bel film e che ti lascia dentro lo struggimento di un giorno autunnale che rapidamente volge al tramonto. Mentre guardi il fiato che fuma e ti prende la tentazione di smettere di respirare, per vedere l’effetto che fa.

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Una risposta a “Allora io vado” di Laura Gambi (Pendragon)

  1. pdebicke ha detto:

    Grazie

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