Pulvis et umbra di Antonio Manzini (Sellerio)

Recensione di Romano De Marco

Antonio Manzini è uomo e scrittore di grande intelligenza, e lo dimostra con questo sesto capitolo delle avventure di Rocco Schiavone (non considerando, nella continuity, la raccolta di racconti) che mette tutti d’accordo aggiudicandosi saldamente, in un baleno, la vetta delle classifiche di vendita. Manzini ha più volte dichiarato (e dimostrato) di non gradire la serialità infinita e inamovibile dei tanti “commissari” che sguazzano nella penisola (ma non azzardatevi a chiamare così Rocco Schiavone che ci tiene a rimarcare sempre di essere vice questore…) e inserisce, quindi, elementi di novità nella saga del suo personaggio divenuta, ormai, un’unica storia a puntate che si dipana capitolo dopo capitolo. Una scelta coraggiosa e controcorrente che l’autore può permettersi dall’alto delle sue performance di vendita che non lo obbligano a realizzare capitoli “autoconclusivi”. Insomma, si avverte che Manzini scrive quello che gli pare, non quello che qualcuno potrebbe chiedergli di scrivere, e questo aspetto arriva forte e diretto al lettore che ne trae giovamento godendosi una lettura che non è mai scontata. Il successo della serie TV, la scrittura delle relative sceneggiature, l’inevitabile pressione dei fan (e, credo, anche dell’editore…) di avere continuamente nuove storie di Schiavone, avrebbe potuto incrinare, in qualche modo, la freschezza delle sue storie, l’originalità, il divertimento nella scrittura da parte dell’autore. Tutte cose che, invece, si avvertono presenti in “Pulvis et umbra” e che non fanno altro che accrescere la voglia di continuare a seguire le gesta di questo azzeccatissimo personaggio e dei suoi tanti comprimari, genialmente caratterizzati. Penso che giovi molto, all’autore, la scelta di continuare a scrivere anche altro, senza farsi cannibalizzare dal successo che lo ha posto in cima alla vetta dell’editoria Italiana in coabitazione con l’altro colosso Maurizio de Giovanni e con il monumento nazionale Andrea Camilleri.

L’omicidio di una prostituta trans, con inquietanti risvolti che coinvolgono i servizi segreti, una evoluzione inattesa della vicenda sospesa che riguarda la latitanza del criminale Enzo Baiocchi, una nuova relazione, uno strappo negli affetti e nelle certezze del vice questore più amato d’Italia, un inatteso colpo di scena… Insomma, tanta carne al fuoco che, unita a una prosa particolarmente fluida e divertente, fanno di “Pulvis et umbra” un romanzo molto gradevole, godibilissimo e mai scontato. Cosa non da poco per un prodotto destinato a una massa trasversale di lettori. Criticare è facile, mettere tutti d’accordo mantenendo una propria integrità autoriale lo è molto meno. Tanto di cappello, quindi, ad Antonio Manzini! E ora, memore del bellissimo “La giostra dei criceti” (che avevo perso nella prima edizione ma ho recuperato nella ristampa di Sellerio) spero di leggere presto un altro suo lavoro “extra Schiavone”. Tanto il vice questore tornerà alla grande, su questo possiamo “rimetterci l’orologio”…

Questa voce è stata pubblicata in recensioni, Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Pulvis et umbra di Antonio Manzini (Sellerio)

  1. pdebicke ha detto:

    Antonio non si smentisce

  2. Antonio De Simone ha detto:

    Bellissimo libro, lo si legge in un fiato! Consigliatissimo! 😃 Antonio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...