“Dopo tanta nebbia” di Gabriella Genisi (Sonzogno)

di Marilù Oliva

«Tu mi ricordi una poesia che non riesco a ricordare».

(Efraim Medina Reyes)

Torna Lolita Lobosco, col suo carico di sensualità, arguzia, empatia. È stata promossa questore e trasferita a Padova, una città nella quale fatica ad ambientarsi, per via delle sue nebbie e della sua – apparente – freddezza e non bastano i panzerotti acquistati in un piccolo localino per mettere da parte la nostalgia di Bari. Lolita non riesce a sentirsi inglobata nel team di colleghi, rimpiange il mare e il vento del sud, ma almeno un incontro ravvicinato con l’Alligatore le stempera la visione severa di questa strana città:

«Guardi che qui sta avvenendo una mutazione antropologica che scende fino nelle viscere della città. C’è un’intolleranza estrema verso la piccola criminalità quotidiana, verso i rom e gli immigrati, poi però si fa finta che la mafia non esista, che non stia contaminando ogni ambito.»

Il caso principale che Lolita si trova ad affrontare riguarda la scomparsa di Christian, divenuto maggiorenne un mese prima di sparire, un ragazzo fragile con una storia triste alle spalle e un ambiente scolastico ostile dove il bullismo e i maltrattamenti erano all’ordine del giorno. Perché i colleghi di Lolita avevano archiviato la denuncia ritenendolo un caso di scomparsa volontaria? Il neoquestore non ci sta e comincia la propria investigazione, coadiuvata dai fidati colleghi Esposito e Forte – che nel mentre la raggiungono a Padova – e dalla new entry Giancarlo Caruso, un fascinoso siciliano di ascendenza araba, un tipo che ci sa fare assai con le donne:

«Di certi uomini ti innamori quando visiti le loro case, quando sfogli i libri che leggono e accedi a un livello di vita che va oltre il ruolo imposto da un lavoro abbastanza prevedibile.

Con Caruso cominciò così, come l’antidoto di una sera alla malattia di Giovannimio».

Del resto Giovanni continua a essere sfuggente e gli altri restano delle comparse: ci sarà qualche speranza per l’intrigante Caruso? La situazione amorosa si complica per lontananza quando Lolita ottiene di essere ricollocata a Bari e ha bisogno di prendere tempo. Qui deve affrontare un nuovo caso, quello della scomparsa di Bianca Empoli, un’arpista fiorentina spesso in tournée, trasferita in città perché sposata con un barese. Tra esitazioni, intuizioni, piatti prelibati (le cui ricette vi aspettano nelle ultime pagine), amiche fedifraghe, donne ossessionate da un uomo che non le ama più, Lolita Lobosco giunge a sciogliere ogni nodo e, in chiusura, ci regala un finale piacevolissimo.

 

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Una risposta a “Dopo tanta nebbia” di Gabriella Genisi (Sonzogno)

  1. pdebicke ha detto:

    Grande Lolita

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