Sul comodino della Rambaldi: UN COMPLICATO ATTO D’AMORE di Miriam Toews (Marcos Y Marcos)

Miriam Toews è nata in Manitoba in una comunità mennonita di stampo patriarcale fondata sulla colpa. Scrivere è stata la sua ribellione. Il regista messicano Carlos Reygadasle ha assegnato il ruolo di protagonista in Luz silenciosa. In Mi chiamo Irma Voth  narra il curioso impatto della troupe cinematografica sul set del film  su una comunità mennonita nel deserto messicano.

Con Un complicato atto d’amore (Adelphi) ha vinto il Governor General’s Award e In fuga con la zia, tradotto in dieci lingue, si è aggiudicato il Rogers Writers’ Trust Fiction Prize.

Con Marcos y Marcos ha pubblicato Un tipo a posto, Mi chiamo Irma Voth, In fuga con la zia, I miei piccoli dispiaceri e il libro di cui oggi vi parliamo.

La sedicenne Nomi Nickel e il padre Ray vivono isolati in una casa di mattoni rossi con le persiane azzurre dell’East Village, uno sperduto paesino del Canada sede di una comunità mennonita, la setta che, come sostiene Nomi, trasforma la vita in un facsimile della morte.

Da tempo la sorella li ha abbandonati su un furgone rosso e la madre ha fatto altrettanto andandosene senza valigia e passaporto. Sua madre adorava leggere gialli, roba che i mennoniti snobbano perché secondo loro tutto è già stato preordinato da Dio.

MennoSimons inventò questa religione cinquecento anni fa e i suoi seguaci vennero ammazzati di botte per anni. Nel tempo una grossa fetta della comunità si trasferì nell’East Village (che non ha niente a che vedere col famoso quartiere di New York) dove nei mesi estivi viene gente da tutto il mondo per vederla.

La religione mennonita mette al bando: mezzi d’informazione, ballo, fumo, clima temperato, cinema, alcolici, Rock and roll, sesso a scopo ricreativo, nuoto, trucco, gioielli, biliardo, gite, andare a dormire dopo le nove, e tutte le cose che rendono piacevole la vita.

Il paese è perennemente ammantato di neve e tristezza (in comune esiste un enorme schedario di gente morta di rabbia e infelicità) e le notti sono scandite dal via vai dei TIR che accompagnano le bestie al macello. Non a caso l’unico lavoro che si prospetta ai ragazzi dopo la scuola è tirare il collo ai polli, cosa che devono imparare a fare fin da piccoli.

Nomi si sente in gabbia e sogna un’altra vita perché nell’East Village o sei bravo o sei cattivo, oppure impari a essere bravissimo nell’essere cattivissimo senza farti scoprire.

Si sente scoppiare ma non avrà mai il coraggio di abbandonare suo padre e comincia a trasgredire le regole rasando il capo, bistrando gli occhi, e innamorandosi di Travis che la avvicina alle musiche proibite. La ribellione le monta dentro pian piano allo stesso ritmo con cui in casa sua cominciano a sparire i mobili…

Solo un complicato atto d’amore potrebbe ridarle la libertà.

Una scrittura fresca e diretta e la capacità di raccontare anche cose tristi e drammatiche senza mai rinunciare all’ironia.

Da leggere assolutamente.

Che la ribellionesia con voi!

 

 

Paola Rambaldi

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