IL GIORNO DEGLI ORCHI di Divier Nelli (Guanda Editore)

Recensione di Romano De Marco

Non è una leggenda metropolitana quella delle giovani ninfette che abbordano uomini adulti su internet e li spingono a esporsi con foto e filmati espliciti per poi ricattarli. Sarà capitato a molti di coloro che stanno leggendo (come al sottoscritto) di ricevere richieste di amicizia su facebook da profili falsi con improbabili nomi stranieri e fotografie di adolescenti in bikini che sorridono in modo conturbante all’obiettivo. Immagino sia partito proprio da questo presupposto l’autore, editor, insegnante di narrazione Divier Nelli, (fiorentino ma nato a Viareggio) per imbastire la trama del suo ultimo romanzo Il giorno degli orchi. È una vicenda tesa, spietata, narrata con uno stile veloce e allucinato che cattura dalla prima all’ultima pagina scaraventando il lettore in un vortice di sensazioni, paure, emozioni dalle quali è impossibile staccarsi per riprendere fiato.

Aurora è una ragazza minorenne, consapevole del suo fascino irresistibile che sfrutta, senza ritegno, per manovrare tutti coloro che le stanno intorno. Insoddisfatta della sua vita, della sua famiglia, dei suoi coetanei, ha il solo l’obiettivo di guadagnare soldi in modo facile per permettersi ogni tipo di sfizio senza dover lavorare. È per questo che, con l’aiuto di due compagni di scuola, che tratta come schiavi, organizza il suo gioco perverso, a scapito di quarantenni e cinquantenni libidinosi a caccia di ragazzine giovani per sfogare i propri istinti repressi. E il gioco funziona bene, fino a quando non le si ritorce contro. Fino a quando qualcuno non scopre la sua vera identità e inizia a perseguitarla, minacciandola di farle del male.

Nel vuoto pneumatico degli orizzonti inesistenti di una generazione di analfabeti ipertecnologici, Divier Nelli fotografa un momento storico e sociale che molti ipotizzano sia l’inizio della fine della società occidentale. Ed è proprio nelle pieghe di questa storia di finzione, di per sé godibile e appassionante, che si nasconde il vero valore aggiunto di questo romanzo che lascia l’amaro in bocca proprio per il fatto di essere tutt’altro che esagerato nella sua cruda rappresentazione del modo di pensare e di vivere di gran parte dei giovani d’oggi. Ma non fa meno paura l’atteggiamento della generazione dei genitori (quelli di Aurora ne sono un esempio perfetto) che hanno rinunciato a qualsiasi speranza di poter fare qualcosa di positivo per cambiare le cose e si accontentano di un surrogato di vita, in perenne attesa di un miglioramento economico/sociale che nasconde la sostanziale paura e il disagio di ritrovarsi catapultati in un mondo che non comprendono e al quale sentono di non appartenere più.

Ottima prova, consigliato a tutti.

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Una risposta a IL GIORNO DEGLI ORCHI di Divier Nelli (Guanda Editore)

  1. pdebicke ha detto:

    Da leggere

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