Sul comodino della Rambaldi: LA CURA di Arno Camenisch (KELLER editore)

Arno Camenisch (1978) nato e cresciuto a Tavanasa nei Giorgioni, scrive in tedesco e in romancio sursilvano (nella foto sotto). Ha studiato all’istituto svizzero di letteratura di Bienne, città dove vive e lavora.

I suoi testi sono tradotti in venti lingue. In Italia sono stati pubblicati Sez Ner (Edizioni Casagrande), Dietro la stazione e Ultima sera (Keller editore).

Dopo Le nostre anime di notte di Kent Haruf ecco un altro ritratto di un’anziana coppia e se nel romanzo di Haruf i due protagonisti non sposati vengono ostacolati nel loro desiderio di stare insieme da figli e parenti, per la coppia regolarmente coniugata di Camenisch gli ostacoli arrivano dalla vincita di un soggiorno di quattro giorni presso un elegante albergo a cinque stelle in Engadina.

Potrebbero trascorrerci un lieto trentunesimo anniversario di matrimonio ma la vista dell’imponente albergo di montagna mette entrambi in soggezione. In vita loro non hanno mai soggiornato in un cinque stelle, il marito poi non si allontanerebbe mai da casa e avrebbe preferito di gran lunga vincere il secondo premio che consisteva in un cesto di derrate alimentari. Affronta tutto come fosse l’ultimo viaggio senza mai separarsi dalla borsa di plastica dove tiene tutto quel che serve come nel gonnellino di Eta Beta. Brontola come Woody Allen, rifiuta di immergersi in piscina nel timore di annegare e al buffet sottrae l’ultima fetta d’arrosto alle altre vecchie per poi soffrire d’insonnia tutta la notte e continua a ritagliare necrologi dal giornale come a casa.

La moglie invece sente rivivere progetti e aspirazioni ed è rapita dagli accappatoi con stampato il nome dell’albergo, nuota e si diverte.

Si muovono come Forrest Gump, rompendo vasi di porcellana e abbattendo quadri al primo ballo nel salone delle feste, scattano selfie davanti a una Jaguar, si ingozzano di cioccolatini e superalcolici timorosi che poi glieli addebitino in conto.

Diffidano di tutto e di tutti e quando la banda festeggia una coppia di sposi davanti all’albergo li immaginano già a divorziare alla fine della vacanza.

Se fossimo rimasti a casa! continua a ripetere lui.

Il tempo ti prende alle spalle, una sberla e ti trovi già in pensione,

Vincere si può solo al gioco e non nella vita.

Non fai in tempo a morire che già ti dimenticano.

Camenisch alterna quarantasette capitoletti nei quali seguiamo i due anziani, il loro rapporto e ci poniamo le domande che si fanno tutti:

da dove veniamo, cosa volevamo diventare e dove stiamo andando?

«Se leggo un libro mi piace poter entrare in quel mondo» spiega Camenisch. «Per questo i dettagli sono importantissimi. Il linguaggio è come un whisky distillato: il lavoro di scrittura è un processo di essenzialità e semplificazione. Sono convinto che per scrivere un libro siano più che sufficienti cento pagine».

E probabilmente ha ragione lui.

Un delizioso romanzo ironico che fa pensare, da non perdere assolutamente.

Che la vecchiaia sia con voi!

Paola Rambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: LA CURA di Arno Camenisch (KELLER editore)

  1. pdebicke ha detto:

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