Sul comodino della Rambaldi: A DISABILANDIA si tromba di Marina Cuollo (Sperling & Kupfer)

 

Marina Cuollo, nata a Napoli nel 1981, è laureata in Scienze biologiche e Dottore di ricerca in processi biologici e biomolecole. Grafica pubblicitaria per scelta e mestiere, ha collaborato come autrice con il portale Pianeta Donna. Si occupa di discriminazioni e pregiudizi legati al mondo della disabilità fisica. Finalista della IX edizione del Concorso artistico-letterario «Il Volo di Pègaso». A Disabilandia si tromba è il suo primo libro.

È la storia di una donna napoletana tenace, intelligente e spiritosa, una guerriera che non ha mai mollato, orgogliosa portabandiera alle olimpiadi e capitana della nazionale italiana.

Marina Cuollo, affetta da una patologia rarissima, un centinaio di casi in tutto il mondo, unico caso in Italia, ha scritto questo libro per rompere gli schemi e sconfiggere molti cliché e pregiudizi sulla disabilità e per quelli che per abitudine etichettano senza sapere e che sono spaventati da tutto quello che non conoscono.

Per quelli che davanti a una sedia a rotelle si trasformano in persone pietose traboccanti di bontà convinti di essere incappati nella vittima di una grande tragedia che ha il sacrosanto diritto di piangersi addosso tutti i giorni.

Per quelli che sono convinti che i disabili possano accudirli solo i parenti o gli addetti al lavori e che li sostengono con affetto non richiesto convinti che la loro vita faccia schifo.

Per quelli che fingono di non vederli e li che considerano invisibili.

Per quelli che elencano parenti e amici con casi simili, come se i disabili fossero tutti uguali e per lo stesso motivo si dovessero conoscere tutti tra loro.

Per quelli che, per quanto sia rara la tua malattia, la conoscono già perché hanno visto tutte le stagioni di Dr. House e Grey’s Anatomy e propongono di curarti coi fiori di Bach.

Per quelli che considerano i disabili degli eroi ma consigliano loro di stare in casa a riguardarsi.

Per quelli che li coccolano con pacche sulle spalle e carezze in testa domandando “Hai preso il gelatino? O mangi un cibo tuo?”

Per quelli convinti che il disabile sia prediletto da Dio, ma anche per quelli che pregano Dio perché lo guarisca.

Per quelli mai offensivi, che sottolineano comunque che non sei una persona come le altre.

Per quelli convinti che sei lì solo per spillare soldi allo stato.

Per quelli che pensano che studio e lavoro siano solo dei modi per tenerti occupato.

Per i falsi invalidi che faticano tutti i giorni per non farsi scoprire e che hanno trasformato la loro finzione in un lavoro.

Per i parcheggi per disabili sempre occupati da gente che se ne frega.

Qui si parla anche dei disabili nella storia, dei disabili che ce l’hanno fatta, di lavoro, di famiglia e figli, perché anche i disabili fanno sesso, di questo e molto altro, ma soprattutto si parla di persone che vogliono solo essere guardate con umanità.

Che questo prezioso libro sia con voi!

Paola Rambaldi

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