Sul comodino della Rambaldi: LA SCOMPARSA DELL’OMBELICO di ÉMILIE DE TURKHEIM (Edizioni Clichy)

“Da 255 giorni ormai, tu cresci e io ingrasso. Ti porto dentro di me. All’inizio non eri pesante, non abbastanza. Era difficile capire come vestire il tuo corpo da granello di sabbia.

Se nasci oggi, non ti mancheranno tessuti morbidi con cui ricoprire la tua pelle appena uscita dall’acqua, pesciolino mio, bambino mio.

Mi domando se hai capelli. Tuo fratello non ne aveva, o al massimo molto chiari e fini che si notavano solo carezzandogli la testa. Dentro di me puoi restare ancora un po’.

Ho appeso dei fiori. Sono al sole, nel nostro nuovo giardino tascabile.

Ci sdraieremo sul lettino. Tu prenderai il mio seno nella tua bocca.

Ce ne staremo lì, ad ascoltare Parigi”.

Émilie de Turckheim (nella foto sopra), Lione, 1980, pubblica il primo romanzo Les amants terrestres nel 2004  ma il successo arriva con Una primavera tranquilla pubblicato in Italia dalle Edizioni Clichy che presto darà alle stampe anche la sua ultima fatica, Popcorn Melody. Con La scomparsa dell’ombelico l’autrice ha vinto il premio Roger Nimier 2015.

Émilie, scrittrice e modella, vive a Parigi in un piccolo appartamento con l’adorato figlio Marius e F. che è dolce e buono.

Gioia e paura si alternano quando vede la stanghetta azzurra del test di gravidanza.

Una stanghetta azzurra in grado di rivoluzionare l’esistenza di chiunque.

L’autrice a quel punto è costretta a riesaminare il minuscolo appartamento e a liberarsi dell’amato cactus affidandolo alle cure di un’amica, le sue spine potrebbero ferire il neonato, poi manca lo spazio per un altro letto con le sbarre da mettere accanto a quello di Marius, il che la obbliga a liberarsi dell’amata scrivania davanti al pianto disperato del bambino che l’ha sempre considerata la sua capanna.

Il fatto che non ci stia un altro letto poi sembra l’unica preoccupazione di sua madre appena apprende la notizia, come se la chiave di tutti i problemi fosse solo lì, in un letto che non ci sta.

E già cominciano le prime nausee.

Il nuovo bambino avrà due anni esatti di differenza dal fratellino e come unico aiuto tutti insistono nel dire che due anni sia la distanza ideale tra un figlio e l’altro e vogliono sapere come si chiamerà cercando di imporre i nomi più disparati e disperati.

Da qui parte il diario di Émilie che riporta gioie, paure, fatti allegri e tristi, amicizie, amori presenti e passati, e il suo rapporto con Marius.

Una lettura per tutti.

Duecento pagine di scrittura ironica e asciutta che sapranno tenervi buona compagnia.

Che il pancione di Èmilie sia con voi!

Paola Rambaldi

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