Sul comodino della Rambaldi: LA FORMA DEL BUIO di MIRKO ZILAHY (Longanesi)

 

Mirko Zilahy ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino dove ha insegnato lingua e letteratura italiana. Collabora col Corriere della Sera, è stato editor per minimun fax e traduttore letterario dall’inglese (sua la traduzione del premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tartt). Nel 2016 ha esordito col thriller È così che si uccide facendo conoscere il personaggio Enrico Mancini, ora tradotto nei principali Paesi esteri.

La forma del buio prosegue il cammino iniziato con È così che si uccide che ha per protagonista il miglior profiler di Roma specializzato a Quantico, il commissario Enrico Mancini.

Il thriller è ambientato tra ville, parchi e luoghi antichi e moderni della città, come Galleria Borghese coi suoi capolavori del Bernini, Tiziano e Caravaggio, Villa Torlonia e il suo Villino delle Civette collegati tra loro da un passaggio sotterraneo e così chiamato per la presenza di una vetrata con civette stilizzate e per il ricorrere ossessivo di civette nelle decorazioni e nel mobilio, il giardino zoologico, il luna park dell’EUR e altri posti suggestivi come il Parco dei mostri di Bomarzo. Luoghi affascinanti di giorno che possono diventare spaventosi di notte quando il feroce Scultore è pronto a popolarli di creature terrificanti.

Il guardiano notturno Bruno, inseguito nei corridoi di Galleria Borghese prima di essere stordito con un colpo al cranio, ha appena il tempo di notare qualcosa di strano muoversi sul pavimento. Il giorno dopo il commissario Mancini, in montagna per prendere le distanze da momento difficile, verrà richiamato in ufficio d’urgenza per indagare su un efferato omicidio.

Tre uomini sono stati dissanguati e plasticamente disposti a imitare la mostruosa opera del Laocoonte sui pavimenti di Galleria Borghese.

Cristina, cento chili, si vede grassa come una balena, il fidanzato l’ha lasciata e si è chiusa in bagno disperata a piangere, il killer, come in Profondo rosso di Dario Argento, le ficcherà la testa nell’acqua bollente della vasca per poi ricomporne il corpo nelle fattezze di una sirena.

A un macellaio, ex pugile, vengono mozzati i piedi e calata in faccia una testa di bue per ricreare il Minotauro e un’altra donna uscita a cercare i suoi sei cani farà un’orribile fine.

Allo Scultore dagli occhi troppo azzurri, terrorizzato dal buio senza forma della notte e tenuto a lungo segregato per non nuocere mancano ancora altri mostri per completare il suo disegno.

Riuscirà Enrico Mancini a fermarlo in tempo? E ce la farà a vincere i suoi fantasmi personali per ricominciare a vivere?

Un noir costruito benissimo per chi dopo Seven e Il silenzio degli innocenti ha ancora fame di Serial killer.

Che il Buio di Zilahy sia con voi!

Paola Rambaldi

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: LA FORMA DEL BUIO di MIRKO ZILAHY (Longanesi)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Cattivo eh

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