La migliore amica di Claire Douglas (Edizioni Nord)

Recensione di Patrizia Debicke

Pubblicato da Penguin nel 2016 con il titolo di Local Girl Missing, La migliore amica è arrivata in libreria per il tipi della Nord.

Anche in questo caso, come nel precedente primo romanzo Sorelle, che ha visto la Douglas sfondare sul mercato anglosassone nel 2015, ci troviamo di fronte a una storia che si dipana fra presente e passato, con due figure femminili al centro della narrazione. Anzi due personaggi principali, le due protagoniste e voci narranti.

La prima della due, quella del presente (2016), è Francesca Howe, Frankie (figlia di un intraprendente albergatore inglese e di una italiana), ricca donna d’affari che vive a Londra in una splendida casa e amministra gli alberghi della sua famiglia. Con un matrimonio fallito alle spalle e non realizzata sentimentalmente, vive una insoddisfacente relazione senza domani. Sarà forse anche per questo motivo che quando il passato, nelle vesti di Daniel, fratello della sua migliore amica, chiede il suo aiuto per identificare i resti umani che potrebbero essere della sorella, misteriosamente scomparsa in mare diciannove anni prima, pensa di lasciare il lavoro per qualche giorno, salire in macchina e raggiungerlo a Oldcliffe, una balneare cittadina costiera del Somerset non lontano da Bristol.

La sorella di Daniel, Soph (Sophie) Collier, seconda protagonista e voce narrante che ci riporta al passato, al 1997, era la migliore amica di Francesca. Condivideva con lei segreti, pensieri, innamoramenti, sbronze e, se tra loro due capitava un piccolo screzio, veniva presto dimenticato. Soph aveva lavorato per qualche mese nell’albergo dei genitori di Frankie per poi licenziarsi e tornare al precedente impiego presso un chiosco sulla passeggiata a mare. Era innamorata di Leon (ma che anche Frankie credeva di amare) . Nessuno l’aveva più vista o sapeva qualcosa di lei dalla notte del settembre 1997.

La polizia aveva indagato, in lungo e in largo, dandola per morta. Gli amici e i parenti ricordano che negli ultimi giorni non stava bene…

I resti umani, ben poco in realtà, si tratta di un piede chiuso in una scarpa, ma è la stessa che calzava quando scomparve, sono stati ritrovati vicino al vecchio molo liberty, proprio dove era stata vista per l’ultima volta. Quella notte potrebbe essere caduta dal pontile? O peggio, uccisa?

Oldcliffe-On-Sea, città immaginata dalla Douglas, è una cittadina chiusa dove tutti conoscono tutti e sanno tutto di tutti e che la Douglas fa da teatro della storia, è un luogo turistico brioso in estate ma grigio e deprimente nella morta stagione con il lungomare rotto soltanto dall’acuto stridere dei gabbiani.

Francesca decide di andare ma, costretta dal suo lavoro a vivere sempre a stretto contatto con gli alberghi, preferisce affittare un appartamento che Daniel le troverà. Solo così forse potrà sapere e chiudere i conti col passato.

Daniel vorrebbe ricostruire cosa sia successo a sua sorella quella tragica sera di tanto tempo prima. Francesca era la migliore amica di Sophie e si vedeva ogni giorno con lei fino alla sua scomparsa.

Ma l’appartamento è proprio di fronte al mare. Siamo in febbraio, fa freddo e la nebbia invernale lo rendono un improbabile rifugio, con la solitudine e la bottiglia per cattiva compagnia. L’unica altra inquilina della palazzina infatti, una vecchia signora che abita al piano di sotto, è praticamente fuori casa sempre. E, dal giorno del suo arrivo a Oldcliffe, Francesca sospetta di essere finita sotto tiro.

Sospetto che si trasforma in certezza dal momento in cui inizia a ricevere lettere minatorie e telefonate anonime. E in più si succedono strani fatti. Come se qualcuno stesse facendo di tutto per spaventarla. Ma chi e perché?

Per esempio: chi può avere il numero del suo cellulare? Chi è il bambino che piangendo disperatamente la tiene sveglia tutta la notte? Chi le lascia sullo zerbino, giorno dopo giorno, minacciose lettere anonime? Chi le ha fatto avere la copia di un vecchio quotidiano che cita le brutte accuse mosse a suo padre che lo hanno portato in ospedale per un ictus? E chi è il fantasma, la misteriosa donna incappucciata che la segue per strada e la spia sul molo?

Ben presto, Francesca si renderà conto che la sua ricerca della verità potrebbe costarle caro. Perché potrebbe portare alla luce lontani segreti che era meglio lasciare sepolti nell’oblio. E ora invece sarà costretta a fare i conti con l’egoistica nebulosità di quasi vent’anni della sua vita.

Una strana e misteriosa storia che narra di una grande amicizia, ma possessiva e a tratti morbosa. Una storia che non può dare risposta a tutte le domande perché il fantastico e l’esasperazione di certe situazioni vanno a braccetto con un’improbabile realtà costruita sulla sabbia e che alla fine dovrà per forza distruggersi, cancellata dalle onde.

La migliore amica, punteggiato con efficacia da capitoli brevi a sottolineare i flash back che rimandano al passato, non è un romanzo di azione, ma nonostante il suo ritmo lento è una storia intrigante e, benché spesso al limite del credibile, coinvolgente quanto basta per farsi leggere fino in fondo. Insomma un thriller denso di fatti e situazioni che mi fanno asserire che certe amicizie forse sarebbe meglio perderle che trovarle. E comunque un altro misterioso e tenebroso thriller psicologico, come vanno tanto di moda in questi tempi, sulle tracce della sfilza degli attuali successi internazionali.

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