Il terzo figlio di Sergio Rossi (San Paolo)

Recensione di Patrizia Debicke

Un romanzo destinato secondo le intenzioni dell’autore agli adolescenti ma che meriterebbe senz’altro una platea più ampia e variegata.

Sirso, protagonista e spesso voce narrante della storia, all’inizio ha appena quattordici anni, è al primo anno di liceo scientifico è ancora 1,63, un nanerottolo rispetto agli oltre metro e ottanta dei fratelli maggiori che guarda con invidia. Ma loro hanno dieci anni di più e ormai se ne sono andati da Bologna e si sono trasferiti a Milano lasciandolo da solo con i genitori e i loro problemi. Per fortuna Sirso dall’estate ha finalmente incominciato a crescere a vista d’occhio…

Prima liceo scientifico, non è un granché, soprattutto per un terzo figlio di una covata di successo che deve perennemente confrontarsi con la fama di due fratelli maggiori, Riccardo e Valeria, che hanno frequentato la sua stessa scuola, l’Enriques. Proprio loro due che riuscivano bene in tutto. Insomma al top in tutto: sport e materie e sempre amati dagli altri.

Sirso invece, un po’ imbranato e che sognerebbe solo di lasciarsi alle spalle tre sgradevoli anni di medie vissuti a pensare alla compagna Bea, anni che si sono conclusi con un amore mai ricambiato, la testa rotta per il crollo del soffitto di un aula e una tesina o meglio un monologo su Marco Polo, recitato davanti alla commissione esaminatrice.

All’inizio al Liceo parte alla grande, spalleggiato dalla bellissima Jamie Castellani, studentessa di quinta, figlia di una ricchissima americana e di un famoso manager internazionale che l’ha preso sotto la sua ala, diventa rappresentante di istituto, entra nella redazione del giornale scolastico.

Poi, zac tutto cambia.

A causa di un incidente, una banale slogatura a una caviglia ma che lo obbliga a camminare con le stampelle, Sirso arriva in ritardo a un’assemblea e si ritrova catapultato all’annuale spettacolo tra istituti superiori, costretto a ripetere il monologo che aveva portato all’esame di terza media.

Tenta disperatamente di rifiutare, di tirarsi indietro, ma le due organizzatrici dello spettacolo, Jamie Castellani e Asia Miranda, lo costringono ad accettare.

Ragione per cui, nei mesi precedenti lo spettacolo, Sirso, che nel frattempo come le cattive erbe è avviato a superare la statura del fratello, condividerà soprattutto con Asia Miranda, che ha quasi tre anni più di lui e vorrebbe essere chiamata solo Miranda, le playlist di David Bowie e Peter Gabriel, la difficoltà dell’amica a gestire gli ex fidanzati, le retate della polizia a scuola per calmare il pericoloso vorticare della droga e il timore di mettersi in gioco davvero l’uno con l’altra. E dovrà anche fare i conti con certe realtà della vita che coinvolgono emotivamente e direttamente la sua famiglia e con certe pericolose fragilità di suo padre, quando per la prima volta gli capiterà di trascorrere più tempo con lui.

«Al primo figlio stai sempre dietro, al secondo un po’ meno, il terzo cresce da solo» era quasi un refrain ripetuto dal padre e che ballava nelle orecchie di Sirso. Lui non apprezza affatto la sua posizione di terzogenito, però dopo una brutta discussione in macchina e una notte passata in bianco, padre e figlio sapranno scoprire un nuovo linguaggio per comunicare e spartire vecchie nostalgie, episodi familiari e segreti personali. E che comunque bisogna darsi una mossa e andare avanti.

E il giorno dello spettacolo, Sirso saprà dimostrare, ad Asia e a se stesso, che può esistere anche una terza via, affrontare la vita, evitare di nascondersi ed essere sinceri: dicendo solo e soltanto la verità.

Il terzo figlio di Sergio Rossi (nella foto sopra) è una storia per adolescenti che riesce ad affrontare con giusti toni i temi dell’innamoramento, dell’amicizia, del rapporto con i fratelli e quello molto importante con i genitori.

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