Sul comodino della Rambaldi: L’INCONSISTENZA DEL DIAVOLO di Daniele Picciuti (Golem Edizioni)

Daniele Picciuti, romano, classe 1974, presidente dell’Associazione Culturale Nero Cafè ha già al suo attivo molti romanzi noir e fantasy.

Fulvio Olmi è scontento degli articoli che Maura Allegri fornisce al suo giornale. Le storie di diritti violati alle donne non fanno più notizia e pretende qualcosa di nuovo. Maura rilancia con un’indagine sui dodici bambini scomparsi in città negli ultimi venti anni ma Fulvio le ricorda che senza prove certe non se ne fa nulla.

La caparbia giornalista rientrando con la Metro, nota tra i viaggiatori un vecchio con la bocca storta che ascolta i discorsi di due donne che parlano dei loro bambini e non riesce a togliergli gli occhi di dosso. Che si tratti dell’ennesimo pedofilo?

No, dev’esserci qualcosa di più perché quella faccia non le è nuova. Dove l’ha già visto? E perché vederlo la fa stare così male? La vecchia cicatrice alla base del collo le brucia più del solito.

Quando scende alla fermata successiva, Maura, decide di seguirlo senza pensarci. Si sta facendo tardi e si sente stupida nell’allontanarsi tanto da casa ma non molla. Per un attimo lo perde di vista e quando fa per arrendersi lo vede oltrepassare circospetto le mura di un cantiere per entrare in un edificio dismesso.

La curiosità sta per metterla in un grosso guaio e ancora non lo sa.

Da una finestra del fabbricato brilla una luce rossastra e si odono dei lamenti.

Segue il vecchio tra i macchinari anneriti da un incendio e man mano che si avvicina alla luce le arrivano le urla di litigio. In uno stanzone una bambina singhiozza abbracciandosi disperatamente le ginocchia, è appena stata rapita in un Luna park, e su un tavolaccio stanno violentando una quindicenne.

Maura viene individuata e fatta prigioniera…

Aggiungete a questa storia una ragnatela di cunicoli sotterranei che collega diversi edifici abbandonati, una setta, una valigia di droga, inseguimenti mozzafiato, e un misterioso collezionista russo che possiede la famosa Lancia di Longino (*) a cui tanto ambisce il vecchio con la bocca storta.

(*) La Lancia di Longino o lancia del destino, simbolo dell’invincibilità, appartiene alla tradizione di spade e lance magiche della mitologia germanica, è custodita nella Schatzkammer dell’Hofburg di Vienna. Al suo interno pare sia conservato un chiodo della croce di Cristo e venne identificata come la lancia del legionario che trafisse Cristo per accertarsi della sua morte. Adolf Hitler la fece portare da Vienna a Norimberga come simbolo della sacralità della missione germanica, anche se non gli portò benissimo).

Il diavolo non esiste, conclude l’autore, perché è in ognuno di noi e la sua materializzazione non è che una scusa per poter fare del male al prossimo.

Che la paura sia con voi!                                                                             Paola Rambaldi

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