Roberta Mazzoni alias Roberta de Falco

di Piera Carroli

Con lo pseudonimo di Roberta Mazzoni, Roberta de Falco, autrice e sceneggiatrice cinematografica, ha pubblicato le indagini di Ettore Benussi, burbero commissario della Mobile di Trieste: Nessuno è innocente, Benussi e la silenziosa Ada, Bei tempi per gente cattiva, Il tempo non cancella (Sperling & Kupfer, rispettivamente: 2013, solo in ebook, 2014, 2016).

Oltre al commissario, i personaggi sono: Carla, la moglie di Benussi, psicologa, che assume in questo romanzo ruolo di rilievo, la loro figlia Livia, i fidati ispettori Valerio Gargiulo ed Elettra Morin, Padre Florence, frate cappuccino, coordinatore di un centro di accoglienza a Trieste, Violeta Amado, collaboratrice brasiliana di Padre Florence. I personaggi chiave del thriller sono invece: il ragazzo zoppo di aspetto ‘gitano’, Igor, nipote dell’esule croata Luka Furlan, e altri personaggi ‘di confine’, serbi, sloveni, croati e albanesi.

Qual è il confine tra il bene e il male?

“Nelle pagine di Roberta de Falco, Trieste è limite, confine, sentinella.” (Il Sole 24 Ore).

Il titolo del romanzo del 2014, Bei tempi per cattiva gente è tratto da un detto bosniaco. Come dice Maurizio de Giovanni nella Prefazione, il racconto di de Falco narra “l’incontro di anime e di tradizioni diverse, la storia di una connivenza necessaria sulla quale aleggiano e sempre aleggeranno i fantasmi di guerre e di morti senza pace” (p. VIII), dalla scrittura “secca ed essenziale” (IX), “un’inquietante voce che promette di diventare sempre più importante nel polifonico coro del romanzo nero italiano contemporaneo (X).

Qesto romanzo ha particolare risonanza per me visto che ho visitato le zone attanagliate dalla guerra. Mi trovavo in Bosnia, per lavoro convegno bellissimo, sulla letteratura di tutti i tipi e da tutte le parti del mondo, all’insegna dell’incontro, della transcultura, transgenere. La prima visita fu quella alla nuova moschea, la prima ad essere ricostruita. Dopo il convegno mi presi alcuni giorni per visitare Dubrovnik e il Montenegro, e Serajevo.

Nel lungo percorso dal Montenegro a Serajevo, non riuscimmo ad evitare di parlare del passato. Ero già stata a Mostar, all’estero erano arrivati gli orrori commessi soprattutto dai serbi. Il mio autista mi disse quasi piangendo, vero, ma i musulmani tagliarono la testa a mio cugino.

Il gelido panorama triestino e carsico fa da sottofondo ad agghiaccianti crimini commessi nell’ex Jugoslavia post – Tito. In quel periodo, in quelle terre vicinissime all’Italia, odi antichi tenuti a bada fino ad allora, esplosero con una violenza inimmaginabile in Europa.

E la religione c’entrava poco…

Nel lungo percorso dal montenegro a Serajevo, non riuscimmo ad evitare di parlare del passato. Ero già stata a Mostar, all’estero erano arrivati gli orrori commessi soprattutto dai serbi. Il mio autista mi disse quasi piangendo, vero, ma i musulmani tagliarono la testa a mio cugino.

Il ricordo della violenza pervade ancora il presente, girando per la Bosnia-Herzegovina e Serajevo, i cui grattacieli popolari comunisti portano ancora le ferite della guerra, emananti dai buchi ancora presenti nelle campagne – dopo la Cambogia, la Bosnia è il paese con più mine. La paura dell’autista serbo che mi accompagnava quando viene fermato per nessun motivo valido per le strade si Serajevo….

Secondo Padre Florence “era in atto, ormai da decenni, una sorta di ‘balcanizzazione’ del mondo, nel senso di un tentativo – purtroppo molto spesso riuscito – di cancellare con la violenza, la sopraffazione e il fanatismo paranoide secoli di civiltà, di cultura, di complessità e di memoria” (p. 134). L’analisi del giornalista e scrittore sloveno Martin Panic, come racconta a pare probabile, l’elemento scatenante fu proprio quello eonomico: “Quando i bosniaci, che erano per la maggior parte musulmani, tentarono la carta dell’indipendenza, come avevano fatto la Slovenia e la Croazia prima di loro, gli ex burocrati comunisti ebbero paura di perdere il loro potere e scatenarono di odio fomentata ad arte, soprattutto attraverso i media. Fecero credere che i turchi – così chiamavano i musulmani – volessero uccidere tutti i serbi di Bosnia, con la complicità degli eterni nemici croati, e il fuoco che covava da sempre sotto la cenere divampò con violenza.” (pp 133-34).

“Non furono i militari a sporcarsi le mani, no! Aizzarono gli ignoranti, i contadini, i montanari, tutti coloro che vivevano ai margini della civiltà e li scagliarono come armi impazzite in tutti i villaggi, paesi e città a distruggere, massacrare e violentare. Fu una guerra del fanatismo ignorante contro la borghesia progressista e tollerante. Lassedio di serajevo fu la loro apoteosi. Il loro vero scopo era di distruggere tutto ciò che era efficienza, modernità, cultura.”

Una tesi interessante riflette Padre Florence, una sterile ricostruzione in un momento in cui bisognava invece catturare il pericoloso assassino che aveva anche rapito Carla, la moglie di Benussi (p. 134)

Ci siamo dimenticato troppo presto dell’odio scatenato di proposito da burocrati e politici a scapito dei nostri vicini oltre Adriatico? De Falco li riporta a galla…

Eppure, mentre l’autista serbo mi raccontava gli orrori che riverberavano ancora nella sua memoria, al confine tra Montenegro, Serbia e Bosnia, sulla via di Serajevo, in un altopiano desolato 3 anni fa una Gilera, o a me pareva una Gilera, percorreva la strada con un padre e bimbi felici… mi riportò alla mia infanzia, quando mio padre ci portava in Gilera per le campagne romagnole negli anni sessanta. Un’immagine di speranza, di viaggi meno cupi….

Vero che non tutti gli esseri umani sono recuperabili? Certo, alcuni, magari, invece, sì…

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Roberta Mazzoni alias Roberta de Falco

  1. patrizia debicke ha detto:

    OK

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...