I guardiani dell’isola perduta di Stefano Santarsiere (Newton Compton)

di Patrizia Debicke

Nuova avventura per Charles Fort giornalista ed esploratore del paranormale che, dopo La mappa della città morta, torna alla grande come protagonista de I guardiani dell’isola perduta, nuovo romanzo di Stefano Santarsiere.

Una storia stavolta che, prendendo spunto da un principio scientifico affascinante, collegabile alle origini stesse della vita sul nostro pianeta, ci porta a scrutare nelle profondità degli abissi.

Un amico morto, una valigia piena di reperti, un segreto scaturito dal mare profondo, spingono Charles Fort verso un’ inchiesta che potrebbe cambiare la storia dell’umanità.

Charles Fort, lui il responsabile del sito internet “La voce dei dannati”, mentre passeggia per Bologna, viene convocato telefonicamente dai carabinieri per riconoscere il corpo del suo collaboratore e amico Luca Bonanni, morto in un incidente stradale sulla statale Jonica, in provincia di Cosenza.

Tuttavia, arrivato faticosamente in loco via treno e adempiuta la triste bisogna, si trova ad affrontare il problema che l’assoluta certezza delle forze dell’ordine che si tratti di un incidente non è condivisa da Selena Corelli, compagna di Bonanni.

La giovane donna l’avvicina all’uscita dall’obitorio e gli esprime subito i suoi dubbi. Secondo lei, Luca Bonanni è stato ucciso. E, a sostegno della sua tesi, spiega che nei giorni prima dell’incidente Luca era inquieto, sempre nervoso, anzi pareva in fuga da qualcosa e addirittura l’aveva costretta ad allontanarsi.

Nonostante i suoi ricorrenti problemi di perdita di memoria che deve controllare con i farmaci, Fort si lascia convincere ad accompagnarla nell’appartamento dell’amico morto dove trovano una valigia colma di incredibili oggetti, provenienti da relitti di bastimenti colati a picco negli abissi del Pacifico a chilometri di profondità. Antichi e più recenti. Ma chi e come possono essere stati recuperati? Cosa spaventava Bonanni? Cosa aveva cercato per mesi lungo le coste messicane e nell’arcipelago delle Fiji? Chi o cosa sono gli hermanos del mar? Per tentare di rispondere a tutte queste domande, Charles Fort e Selena Corelli dovranno affrontare un viaggio che li porterà dall’altra parte del mondo, come segugi sulla preda, sulle tracce di quanto scoperto da Bonanni, affrontando mille pericoli. Una fantasmagorica avventura che li porterà nelle isole Fiji, inseguendo miti ancestrali tanto affascinanti e antichi quanto rischiosi.

Una scoperta scioccante li aspetta. Alcune incerte ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani vanno a scontrarsi con le mostruose scelte di una spietata multinazionale farmaceutica. Scelte che li costringeranno ad affrontare una diabolica macchinazione e un folle mitomane che, dopo aver individuato un millenario segreto celato dagli abissi del Pacifico, è disposto a tutto.

Ecco un assaggio della trama de I guardiani dell’isola perduta, senza dirne troppo, ché guasterebbe.

Tra scienza e invenzione, Stefano Santarsiere ci racconta di come l’evoluzione avrebbe potuto realizzarsi, oltre a indagare sui misteri delle potenzialità della mente umana e della memoria. Insomma quando l’avventura si sposa con la fantascienza, consente la stesura di romanzi come questo. Se la vita in superficie racchiude misteri enigmi insoluti, si può pensare ad arcani segreti degli abissi, nascosti nei punti tutt’ora inesplorati degli Oceani e, forse, a misteriose creature che li abitino?

Se amate l’avventura insomma, I guardiani dell’isola perduta è un romanzo intrigante, punteggiato da funambolici colpi di scena che si susseguono per tutta la narrazione. Una scrittura facile, scorrevole e divertente da leggere. E allora tanto di cappello all’autore per la capacità di far sembrare credibili, o per lo meno verosimili, tutta una serie di fantascientifiche circostanze e situazioni.

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Una risposta a I guardiani dell’isola perduta di Stefano Santarsiere (Newton Compton)

  1. patrizia debicke ha detto:

    L’avventura èl’avventura

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