Premi letterari (plurale maschile) #3

di Marilù Oliva

È uscita la cinquina del Premio Alvaro-Bigiaretti , i finalisti sono tutti maschi. Un caso? Può darsi, visto che l’anno scorso si era piazzata in finale, in compagnia di 4 autori, una scrittrice e anche molto brava.

Per correttezza vi dico che quest’anno anch’io ho partecipato, spinta ingenuamente solo dal tema (Il tempo). Ma il fatto di non essere stata scelta non è un problema: noi lo sappiamo bene cosa sta dietro a molti premi letterari, quanto sia sciocco caricarsi di aspettative, quante dinamiche più o meno serie si nascondano dietro le quinte, alcune imprevedibili, altre già scritte, nessuno scrittore con un minimo di sale in zucca si aspetta di vincere un premio, piuttosto si pone con l’atteggiamento di chi tenta alla cieca, senza inutili speranze. Rispetto a tutti i concorsi letterari, in generale, sono molti disincantata e non ho nulla da ridire sulla qualità della cinquina dei finalisti del Premio Alvaro 2017.

Piuttosto mi chiedo: possibile che nemmeno una donna avesse scritto un romanzo interessante collegato al tempo? (che poi TUTTI i romanzi sono legati al tempo, se ci pensiamo).

Vorrei estendere il discorso anche ai premi polizieschi, di cui vi avevo parlato tempo fa. E a tutti premi di narrativa. Qualcuno di voi dirà: ma volete le quote rosa anche qui e bla bla bla? No, non è esattamente questo che vogliamo. Però vorremmo approfondire la questione, vorremmo capire cosa ci sta dietro. Converrete con me che se su 10 scrittori le donne sono in media 2,5 (dati Istat), allora almeno una donna (e un quarto) – in media – dovrebbe piazzarsi in cinquina. Almeno una donna dovrebbe vincere ogni quattro anni i premi letterari, sempre in media. Ma l’evidenza è che, da parecchi lustri, le medie reali siano sfasate rispetto a quelle matematiche (mai una volta che in una cinquina si siano viste 4 o 5 donne: ci mancherebbe! e dubito anche 3). Dall’esterno, questa situazione fa pensare non solo che i libri delle autrici siano considerati di meno pregio e valore rispetto a quelli degli uomini, ma che le quote rosa, che nessuno di noi auspica come obbligatorie, siano nei nostri concorsi addirittura fortemente bandite.

 

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4 risposte a Premi letterari (plurale maschile) #3

  1. figlia dei fiori ha detto:

    Sì. Sono per le quote rosa ovunque anche nella cultura e nell’arte perché, lo hanno sperimentato nei mesi scandinavi, fino a quando si sono decisi a mettere le quote rosa, gli uomini non avrebbero mai lasciato il minimo privilegio. Quindi se anche in campo creativo non c’è evidente alternanza, ben venga l’imposizione! Per me è così😀

  2. soprattutto nelle giurie…..

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