Nel labirinto di Sigge Eklund (Marsilio)

Tutti noi ricordiamo la triste vicenda della piccola Maddie, la bimba britannica scomparsa la notte del 3 maggio 2007 da un appartamento nella zona centrale di Praia da Luz, durante una vacanza in Portogallo con la famiglia, mentre i genitori erano usciti. Ne è rimasto molto colpito anche Sigge Eklund, classe 1974, alle spalle cinque romanzi, blogger e produttore televisivo che oggi vive a Stoccolma con la moglie e i tre figli. Così colpito che ha deciso di ispirarsi a questa terribile sparizione per il suo thriller psicologico “Nel labirinto”, da poco uscito per Marsilio. Nel libro sparisce Magda, di undici anni, una bimba particolare, prudente, paurosa, ostinatissima. Sua madre, Åsa, è una psicologa, suo padre, Martin, un editor non del tutto trasparente. Ma sua moglie lo conosce bene le sue ombre e le sue luci:

«Ovunque andassero le chiedevano che effetto facesse aver sposato un uomo perfetto. Tutti lo adoravano. Solo lei sapeva davvero chi era. Solo lei sapeva quanti sforzi gli costasse essere Martin e non aveva nessuna intenzione di smascherarlo. Tanto la gente non avrebbe voluto saperlo»

La polizia teme che i genitori non dicano tutta la verità e il padre è il primo sospettato, anche perché privo di un alibi e il carattere non lo aiuta: alcune volte troppo istintivo, altre perfino violento. Fino ad allora si era dimostrato padre incostante e imprevedibile, tanto capace di affascinare le maestre della figlioletta, quanto bravo a flirtare con una collega occasionale solo per dimostrare a se stesso di poter ricevere una nuova conferma.

Ma a seguito della scomparsa di Magda, in una sera di maggio svedese, gli equilibri coniugali, già non solidissimi, vengono meno. Åsa sa che Martin, che un tempo la incantava, ora si è irrigidito, la trascura e si trascura, e gli anni della loro felicità sembrano allontanarsi sempre più come le scene di un film. Ma la coppia è attorniata da altre figure, come Tom, che lavoro al fianco di Martin in casa editrice, e la sua fidanzata Katija e i capitoli sono incentrati su questi diversi personaggi: ciascuno di loro condurrà il lettore nella sua quotidianità, nel suo percorso ad ostacoli che compone il suggestivo labirinto che dà titolo all’opera. E, se attraverso i flash-back ne verranno rivelati importanti passaggi esistenziali, la storia ne svelerà invece finzioni e segreti.

Il romanzo, scritto con un linguaggio limpido, rispettando la corposità di alcuni gialli scandinavi, ha il pregio di tenere alta la tensione grazie a un’accuratissimo lavoro di approfondimento psicologico che coinvolge tutti i protagonisti e che confluisce in un finale interessante, dopo aver sbaragliato le carte stravolgendo ogni volta le supposizioni del lettore. E, dal momento che due personaggi lavorano in una casa editrice, non possono mancare le incursioni metaletterarie, come avviene a pagina 275:

«Era un romanzo, ma ciò che conteneva mi apparteneva, era la realtà, in un certo senso, anche se una realtà potenziata».

 

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Una risposta a Nel labirinto di Sigge Eklund (Marsilio)

  1. Eugenia Borghi ha detto:

    Molto interessante! 😊😊😊😊😊

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