“I segreti della famiglia Ferrolongo” di Danilo Persicani (Parallelo45)

di Patrizia Debicke

Asti, settembre 1939, nel salotto interno della stupenda villa della famiglia Ferrolongo Lanzi, forse la più importante della zona, il giardiniere Alcide Bonetto rinviene due cadaveri, uccisi con due colpi di pistola, sparati a bruciapelo.

Quando i carabinieri vengono chiamati, riscontrano che i cadaveri appartengono alla signora Agnese Ferrolongo e al figlio Corrado Lanzi. La madre, che è seduta in poltrona, è stata raggiunta da un colpo di pistola in testa, il figlio, invece sdraiato a terra, è stato colpito mortalmente al cuore. Numerose tracce di sangue sul pavimento dimostrano che, prima di accasciarsi a terra, il giovane si è trascinato traballando sulle gambe per il salotto.

Agnese Ferrolongo e Corrado Lanzi sono state uccisi dai proiettili di una Beretta calibro 7,65 che il capofamiglia, marito e padre delle vittime, conservava in un cofanetto in casa e chiusa a chiave.

I sospetti, artamente pilotati (cosa che si scoprirà poi, anche allora collegati alla politica) vengono indirizzati subito e esclusivamente verso il nucleo più stretto della famiglia, senza approfondire altre indagini su possibili diversi moventi o coinvolgimenti esterni.

Da tempo immemorabile, generazione dopo generazione ormai i Ferrolongo, antica e ricchissima famiglia nobiliare piemontese che, a detta del popolino, si credono solo un gradino al di sotto del Signore, sono oggetto di infinite dicerie e maldicenze che fanno girare la voce sulle loro depravate abitudini. I Ferrolongo infatti si sono fatti soprattutto la spaventosa nomea di alchimisti, e peggio di seguaci di Satana. Si parla di strani riti ai quali avrebbe preso parte anche Agnese Ferrolongo, donna fragile, afflitta da crisi mistiche, ma assoggettata a una religione deviata.

Pettegolezzi, scandali veri o presunti e pressioni fasciste spingono gli investigatori a una soluzione rapida e infatti il capitano Caruso accuserà l’ingegner Federico Lanzi, marito e padre delle due vittime, di duplice omicidio con la gelosia per movente, la moglie era piuttosto di liberi costumi, e magari per godere della cospicua eredità.

Per fortuna a difesa dell’imputato, chiuso nella prigione di Asti, viene nominato l’avvocato penalista Alfredo Vigerio. Quali e quanti misteri potrebbe celare quel duplice omicidio? Lui , Vigerio, serio e affermato professionista, molto ben introdotto in tutti gli ambienti sociali, con l’aiuto dell’intuito indagatorio del suo vice, l’avvocato Augusto Turrini e l’ingegnosità e la sagacia della sua segretaria tuttofare Marisa Rizzati, riuscirà a tirare le fila di quanto di vero o di falso sta dietro i pettegolezzi e le dicerie sui Ferrolongo, eliminando le invenzioni e scoprendo tutta la verità, fino a scagionare il suo cliente e individuare il vero colpevole.

Thriller intrigante che trabocca di misteri, segreti e avvenimenti, abilmente collegato a una sofferta e quasi sacrificale saga familiare, fatta di folle aberrazione mentale.

Ambientazione molto curata, anzi minuziosa. Atmosfera sfacciatamente littoria, siamo nel 17° anno dell’Era fascista, con in atto la vigliacca invasione della Polonia da parte dei nazisti.

Caratteri dei personaggi ricostruiti a puntino, quasi attraverso la lente d’ingrandimento, scrittura lineare. Stile volutamente dannunziano e classicheggiante, che riecheggia l’afflato del Vate.

Qualche descrizione forse di troppo spiazza un tantino il lettore, ma l’autore si fa perdonare con i numerosi e ben calibrati colpi di scena.

Danilo Persicani nasce a Piacenza nel 1953. Geologo, ricercatore e docente, passa la sua carriera lavorativa presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e il Politecnico di Torino.

Durante la sua carriera universitaria scrive anche degli articoli scientifici.

A suo carico ha già due monografie: Elementi di scienza del suolo e La parola al Professore.

Ha scritto anche due romanzi gialli facenti parte della stessa storia, ovvero Il tesoro di Santo Stefano, il primo atto di I delitti della via Francigena, e Le pievi di San Colombano.

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2 risposte a “I segreti della famiglia Ferrolongo” di Danilo Persicani (Parallelo45)

  1. Danilo Persicani ha detto:

    Non sono uno scrittore, ma un geologo che scrive per professione e per passione da moltissimo tempo. Questo noir (I segreti della famiglia Ferrolongo) appartiene a un progetto che ha la sua origine nella tematica della Via Francigena che è la mia passione; ad essa si è aggiunta una storia parallela che mi ha portato…ad Asti e a Torino. Ne “I delitti della Via Francigena” (tre atti consequenziali che in origine riprendono velatamente la trama de I segreti) cerco (malamente) di mescolare il romanzo giallo con il saggio di una verità geostorica che sta alla base di tutta la vicenda. Quindi, essere recensito come scrittore vero e proprio mi pare quasi impossibile e soprattutto immeritato…Grazie, grazie davvero!
    Danilo Persicani

    • patrizia debicke ha detto:

      La scelta della splendida cover era tentatrice, e lla narrazione intrigante. Sì ripeto, c’era qualche frase di troppo da tagliare, alcuni particolari non erano indispensabili, ma la storia c’era. . Buon lavoro Danilo Persicani

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